Il Dipartimento di Giustizia sostiene le richieste di annullamento della sanzione da 120 milioni di euro. Al centro della contestazione ci sono la giurisdizione europea e i criteri usati dalla Commissione per attribuire la responsabilità alle società del gruppo.
Il governo degli Stati Uniti ha chiesto di intervenire nei procedimenti con cui X Internet, X Holdings ed Elon Musk contestano davanti al Tribunale dell’Unione europea la decisione della Commissione europea sul Digital Services Act (DSA). Le cause sono la T-114/26, X Internet e X Holdings contro Commissione, e la T-121/26, Musk contro Commissione.
La decisione impugnata, adottata il 5 dicembre 2025, ha ritenuto X e Musk responsabili di violazioni del DSA e ha imposto una sanzione di 120 milioni di euro, da pagare in solido. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, la somma è stata calcolata sulla base del fatturato annuo mondiale dell’unità economica controllata da Musk o da X Holdings.
Le obiezioni di Washington
La domanda di intervento, presentata il 24 settembre, è stata preparata dal Dipartimento di Giustizia con il Dipartimento di Stato. Washington sostiene che l’approccio della Commissione possa estendere la giurisdizione europea a società statunitensi che, secondo il governo, non sarebbero presenti né operative nell’ambito territoriale dell’Unione.
Il vice procuratore generale Brett A. Shumate ha accusato la Commissione di aver tentato di ampliare impropriamente la propria autorità regolatoria. Nella dichiarazione del Dipartimento, gli Stati Uniti affermano inoltre che la vicenda potrebbe incidere sulle relazioni tra Washington e Bruxelles e avere conseguenze per altre piattaforme digitali statunitensi attive nel mercato europeo.
Al centro della contestazione c’è anche il criterio con cui la Commissione ha individuato il «fornitore» dei servizi digitali e attribuito la responsabilità ai sensi del DSA. Il governo statunitense ritiene che il provvedimento abbia coinvolto Musk come persona fisica e altre società di sua proprietà, che considera separate e prive di legami con i servizi digitali oggetto del procedimento.
Il nodo della responsabilità societaria
Washington richiama il principio del corporate veil, cioè la separazione giuridica tra una società e i suoi azionisti. Secondo il Dipartimento di Giustizia, la decisione europea solleva la questione se sia possibile estendere la responsabilità oltre la società direttamente coinvolta, fino a raggiungere il suo proprietario o altre imprese sotto il suo controllo.
Gli Stati Uniti sostengono che la questione non riguardi soltanto X. Se l’impostazione della Commissione fosse confermata dal Tribunale, secondo Washington, potrebbe avere conseguenze per le piattaforme online di grandi dimensioni e per altri servizi digitali che operano nell’UE e hanno la società madre negli Stati Uniti.
Il governo statunitense richiama l’articolo 40 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, che consente a una persona fisica o giuridica, compresi gli Stati, di intervenire in una causa se dimostra di avere un interesse nel suo esito. La domanda di intervento dovrà essere valutata dal Tribunale.
Il primo ricorso su un’azione esecutiva del DSA
Il Dipartimento di Giustizia definisce la vicenda il primo caso in cui un’azione esecutiva basata sul DSA arriva davanti al Tribunale dell’Unione europea. La richiesta statunitense non annulla la sanzione né anticipa l’esito dei ricorsi: il Tribunale dovrà decidere sia sulle istanze di X e Musk sia sull’eventuale partecipazione degli Stati Uniti al procedimento.




























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