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Le notizie tech del 10 giugno: Anthropic lancia Claude Fable 5, Apple si scontra con l’UE su Siri AI e Google porta la traduzione live a 70 lingue


La giornata tech del 10 giugno ruota attorno a tre direttrici principali: la nuova fase della competizione tra modelli AI, il confronto regolatorio tra Big Tech e istituzioni, e la pressione crescente su infrastrutture, sicurezza informatica e data center. Nel flusso delle notizie emergono Anthropic, con il debutto pubblico di Claude Fable 5, Apple, alle prese con Siri AI e con il Digital Markets Act europeo, e Google, che rafforza le funzioni di traduzione vocale in tempo quasi reale.

Anthropic porta Claude Fable 5 al pubblico e riserva Mythos 5 alle organizzazioni fidate

Anthropic ha presentato Claude Fable 5, descritto come un modello di classe Mythos con salvaguardie più severe per limitarne l’uso in ambiti sensibili, a partire dalla cybersecurity. Il modello arriva al pubblico insieme a Claude Mythos 5, destinato però a organizzazioni selezionate. Secondo le informazioni diffuse, Fable 5 condivide la base tecnica della famiglia Mythos, ma include classificatori di sicurezza conservativi e meccanismi di fallback verso Claude Opus 4.8 in una quota inferiore al 5% delle sessioni considerate più delicate.

Anthropic intende offrire capacità avanzate senza aprire l’accesso pieno a uno strumento che, nella sua versione meno limitata, potrebbe avere un impatto rilevante nello sviluppo di exploit, malware o tecniche offensive. La società dichiara l’uso di salvaguardie invisibili, tra cui modifiche dei prompt, steering vector e tecniche di fine-tuning mirate a ridurre l’efficacia del modello in compiti ad alto rischio. Il prezzo indicato per Fable 5 e Mythos 5 è di 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione di token in output, con disponibilità iniziale per i piani Pro, Max, Team ed Enterprise seat-based fino al 22 giugno.

Le prime reazioni degli sviluppatori sottolineano un salto percepito soprattutto nel lavoro su progetti complessi, nel coding agentico e nella progettazione software. Tra i commenti circolati online, diversi osservatori evidenziano un modello più utile come partner di ragionamento e design, con prestazioni dichiarate molto elevate su benchmark come SWE-Bench Pro. Anthropic afferma inoltre che i red team test non hanno individuato jailbreak universali e che il traffico sui modelli Mythos-class sarà conservato per 30 giorni per controlli di sicurezza.

Apple e UE si scontrano su Siri AI: il nodo è il Digital Markets Act

Il caso più politico della giornata riguarda Apple e l’Unione Europea. Secondo Reuters, la Commissione europea ha respinto l’idea che il Digital Markets Act impedisca ad Apple di lanciare Siri AI nell’UE: per Bruxelles, la scelta di non distribuire il nuovo assistente dipende da Apple, che avrebbe chiesto senza successo un’esenzione di 18 mesi dagli obblighi di interoperabilità.

Apple sostiene che il DMA imporrebbe un accesso troppo profondo a dati personali, messaggi, foto, file e contesto utente da parte di assistenti rivali, con rischi per privacy e sicurezza. La Commissione ribatte che la normativa chiede accesso equivalente e condizioni eque, senza bloccare il lancio del servizio. Il confronto assume un peso rilevante perché Siri AI rappresenta uno dei tasselli centrali della nuova strategia AI di Apple.

Il tema tocca anche l’hardware. Secondo una nota ripresa da Reuters, Morgan Stanley ritiene che le nuove funzioni di Siri AI possano restare limitate dagli iPhone meno recenti, a causa dei requisiti di memoria e architettura necessari per l’elaborazione locale e ibrida.

Apple lavora con Google e Nvidia per i modelli cloud, mentre presenta la nuova generazione di Foundation Models

Alla WWDC, Apple ha definito una nuova architettura per i propri Apple Foundation Models, con modelli locali e cloud. La documentazione tecnica pubblicata da Apple descrive AFM 3 Core Advanced come un modello multimodale da 20 miliardi di parametri, ottimizzato per i sistemi Apple silicon più potenti e basato su architettura sparsa, con attivazione selettiva dei parametri in base alla richiesta.

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La parte cloud apre un fronte ulteriore. Secondo le ricostruzioni riportate nel materiale del 10 giugno, Google e Nvidia supportano Apple per Apple Foundation Model Cloud Pro, con uso di GPU Nvidia su infrastruttura Google Cloud e garanzie di privacy collegate al modello Private Cloud Compute. Il dato indica un cambio di passo: Apple continua a presentare i modelli come propri, ma integra risorse e componenti esterne per sostenere carichi di lavoro AI più complessi.

Sul fronte App Store, Apple aggiorna anche le regole per gli sviluppatori. Le nuove linee guida prevedono la possibile rimozione di app in categorie considerate sature quando risultano prive di aggiornamenti, miglioramenti o interesse da parte degli utenti. )

La prima beta sviluppatore di iOS 27 mostra inoltre nuovi riferimenti a hardware pieghevole e display flessibili, letti come segnali più concreti del lavoro su un futuro iPhone foldable. Nel frattempo, Apple comunica che il 79% di tutti gli iPhone e l’86% degli iPhone lanciati negli ultimi quattro anni usavano iOS 26 al 7 giugno, percentuali inferiori rispetto ai dati condivisi prima della WWDC 2025 per iOS 18.

Google presenta Gemini 3.5 Live Translate

Google rafforza l’area della traduzione vocale con Gemini 3.5 Live Translate, un modello audio progettato per traduzioni speech-to-speech quasi in tempo reale in oltre 70 lingue. Il sistema è pensato per Google Translate, con estensione prevista anche a Google Meet, e punta a ridurre la latenza tra parlato originale e output tradotto.

La novità rientra in una fase in cui la traduzione automatica torna a essere un terreno competitivo tra piattaforme. Il salto riguarda soprattutto l’esperienza d’uso: meno passaggi intermedi, supporto a conversazioni più naturali e possibilità di gestire contesti multilingue dentro servizi già diffusi.

Meta dovrà aprire WhatsApp ai chatbot AI rivali

La Commissione europea ha ordinato a Meta di concedere ai chatbot AI rivali accesso gratuito a WhatsApp mentre prosegue l’indagine antitrust sul comportamento della società. Secondo Reuters, l’ordine riguarda servizi come quelli di OpenAI e deriva dalle accuse secondo cui Meta avrebbe bloccato o reso economicamente impraticabile l’accesso di concorrenti alla piattaforma WhatsApp Business API.

Meta contesta la decisione e intende fare ricorso. Per Bruxelles, però, il punto è evitare che WhatsApp diventi un canale controllato in modo esclusivo da Meta AI, con effetti potenzialmente distorsivi in un mercato ancora in rapida definizione. Il caso conferma come la messaggistica sia ormai parte dell’infrastruttura competitiva dell’intelligenza artificiale.

Microsoft disabilita decine di repository GitHub dopo un attacco alla supply chain

La sicurezza del software torna al centro con il caso Microsoft-GitHub. Secondo le ricostruzioni disponibili, GitHub ha disabilitato oltre 70 repository riconducibili a organizzazioni Microsoft dopo l’inserimento di malware pensato per sottrarre credenziali. La campagna, indicata da StepSecurity come Miasma worm, avrebbe colpito repository legati anche all’ecosistema Azure e mirato ambienti di sviluppo usati con agenti AI e strumenti come Claude Code, Gemini CLI, Cursor e VS Code.

Il dato tecnico più rilevante riguarda il bersaglio: non il prodotto finale, ma l’ambiente in cui gli sviluppatori lavorano. La diffusione degli agenti AI nel coding aumenta la superficie di rischio, perché file e configurazioni malevole possono attivarsi dentro flussi di sviluppo sempre più automatizzati.

ServiceNow, Instagram e Tchap: tre casi diversi di esposizione dei dati

ServiceNow ha comunicato un incidente di sicurezza dopo lo sfruttamento di una falla che consentiva a utenti non autenticati di interrogare dati da istanze cliente tramite un endpoint API vulnerabile. La patch è stata applicata il 5 giugno, ma l’azienda ha fornito pochi dettagli pubblici sull’estensione dell’esposizione.

Nel caso Instagram, l’attenzione resta sul ruolo dell’AI nei processi di supporto. Meta ha confermato che migliaia di account sono stati coinvolti in un episodio legato a un chatbot di assistenza, con reset o modifiche non autorizzate. Le ricostruzioni parlano di account di alto profilo colpiti e di una vulnerabilità nella verifica delle richieste di recupero.

In Francia, il governo ha segnalato una violazione di Tchap, l’app di messaggistica cifrata usata da funzionari pubblici. Secondo BleepingComputer, l’accesso sarebbe avvenuto tramite un account utente compromesso, con il coinvolgimento dell’agenzia nazionale per la cybersicurezza ANSSI nelle attività di rilevamento.

OpenAI parla di “terza fase”, mentre Perplexity guarda alla Borsa nel 2028

Sam Altman e Jakub Pachocki descrivono la nuova fase di OpenAI come un passaggio verso AI più abbondante, accessibile e sicura. Il piano include l’automazione della ricerca sull’AI, l’aumento della produttività economica e l’obiettivo di rendere disponibile a ogni persona una forma di “AGI personale”. Nel messaggio, OpenAI mantiene però un riferimento al controllo umano, con una cautela esplicita verso l’automazione integrale delle attività umane.

Sul mercato, Perplexity continua a guardare alla quotazione. Il CEO Aravind Srinivas ha indicato il 2028 come orizzonte per l’IPO, a prescindere dall’andamento delle future quotazioni di Anthropic e OpenAI.

AI, università e tribunali: tra nuovi corsi e citazioni inventate

Il rapporto tra AI e professioni emerge anche dal caso di un giudice statunitense in Mississippi, che ha annullato un processo, squalificato e multato avvocati di entrambe le parti dopo aver rilevato atti pieni di citazioni giurisprudenziali inesistenti. La vicenda conferma il rischio operativo delle hallucination nei contesti legali, dove l’uso di strumenti generativi senza verifica può avere effetti processuali immediati.

Negli Stati Uniti, intanto, cresce l’offerta formativa dedicata all’intelligenza artificiale. Secondo il riepilogo del 10 giugno, i college americani offrono ormai oltre 74 major e 89 minor in AI, con almeno una dozzina di nuovi corsi attesi nel 2026. Nel 2021, le major dedicate all’AI erano soltanto cinque.

La Cina prova a ritagliarsi spazio anche nella corsa ai modelli. Xiaomi rivendica per MiMo-V2.5-Pro-UltraSpeed una velocità superiore a 1.000 token al secondo, presentata come prima per un modello da 1 trilione di parametri su un nodo commodity a 8 GPU. La prova API è prevista dal 9 al 23 giugno.

Data center: la Cina prepara investimenti da 295 miliardi, SpaceX guarda all’orbita

La competizione sull’AI passa sempre più dalle infrastrutture. Secondo le fonti citate nel flusso del 10 giugno, la Cina starebbe valutando un piano da circa 295 miliardi di dollari in cinque anni per costruire data center AI, con l’obiettivo di usare per oltre l’80% tecnologie locali, incluse quelle di Huawei.

Sempre in Cina, è entrato in funzione al largo di Shanghai il primo data center sottomarino alimentato dal vento, con un consumo energetico indicato come inferiore del 22,8% rispetto a strutture terrestri comparabili. Il tema è duplice: disponibilità di energia e raffreddamento, due colli di bottiglia sempre più rilevanti nella crescita dei carichi AI.

SpaceX, secondo Reuters, mira invece a testare capacità di calcolo AI in orbita entro la fine del 2027 e avrebbe chiesto autorizzazioni regolatorie per lanciare fino a 1 milione di satelliti data center. La prospettiva resta estrema, ma segnala una direzione industriale: portare parte dell’infrastruttura computazionale fuori dai data center tradizionali.

Regolazione: Taiwan valuta restrizioni sui chip AI verso la Cina, gli Stati Uniti criticano il divieto social under 16 nel Regno Unito

Sul piano geopolitico, Taiwan starebbe valutando restrizioni più ampie alla vendita di chip AI verso clienti in Cina, oltre le società già presenti nelle blacklist per l’export. La misura avrebbe l’obiettivo di allinearsi alla pressione statunitense sul controllo delle tecnologie avanzate.

Nel Regno Unito, gli Stati Uniti hanno espresso contrarietà a un possibile divieto dei social media per gli under 16, sostenendo che una misura simile imporrebbe un onere sproporzionato alle aziende americane. Negli Stati Uniti, la FCC ha inoltre concesso ad Amazon una deroga alla scadenza del 30 luglio per l’attivazione di metà della costellazione Leo, pur lasciando in vigore l’obbligo di lanciare tutti i 3.232 satelliti entro il 30 luglio 2029.

Funding: Iceye, NinjaOne, Beacon e Standard Bots guidano la giornata

Tra i round più rilevanti spicca Iceye, gruppo finlandese-polacco attivo nei satelliti radar. La società ha raccolto un round che supera 1 miliardo di euro, guidato da General Atlantic, con una valutazione indicata attorno ai 10 miliardi di euro. Il capitale punta a rafforzare le capacità europee di intelligence spaziale e osservazione radar.

NinjaOne, piattaforma di IT management, ha raccolto 400 milioni di dollari in una vendita secondaria di azioni, con valutazione a 12,3 miliardi di dollari e ARR dichiarato a 600 milioni di dollari. Beacon Software ha chiuso una Series C da 225 milioni di dollari per sostenere una strategia di acquisizione di software verticali e trasformazione tramite AI, con fondi totali saliti a 550 milioni di dollari.

Standard Bots, società di New York attiva nei bracci robotici AI-powered, ha raccolto 200 milioni di dollari con valutazione a 1 miliardo di dollari. Nel settore crypto, il protocollo di lending decentralizzato Morpho ha raccolto 175 milioni di dollari in una token sale guidata da Paradigm, Ribbit Capital e a16z Crypto, con valutazione fino a 2 miliardi di dollari. Nel comparto difesa, la francese Alta Ares ha raccolto 50 milioni di euro per sistemi AI contro droni e missili, mentre Vinyl Equity ha ottenuto 20 milioni di dollari in Series A guidata da Jump Capital.

Meta userà più dati esterni per feed e risposte AI

Meta prevede di estendere l’uso di dati off-platform, come gli acquisti online, per personalizzare feed e risposte AI. Finora questi segnali risultavano usati soprattutto per la pubblicità, mentre il nuovo approccio li porterebbe dentro l’esperienza dei contenuti e degli assistenti. Il cambio apre un tema sensibile: la personalizzazione AI potrebbe aumentare la pertinenza delle risposte, ma amplia anche il perimetro dei dati usati per determinare ciò che un utente vede o riceve.

Nuvei tratta Payoneer, Palantir sotto revisione nel Regno Unito e Starlink resta bloccata in India

Nel fintech, la canadese Nuvei sarebbe in trattative avanzate per acquisire Payoneer per circa 2,7 miliardi di dollari, con un accordo possibile nel giro di pochi giorni. A San Francisco, gli elettori hanno respinto l’Overpaid CEO Act, una proposta sostenuta dai sindacati per aumentare le tasse alle grandi imprese in cui il CEO guadagna oltre 100 volte la retribuzione mediana dei dipendenti.

Kalshi prevede di chiedere agli utenti che vogliono scommettere su alcuni mercati legati a informazioni materiali non pubbliche di compilare un modulo online con il proprio luogo di lavoro. Nel Regno Unito, il governo ha avviato una revisione completa del contratto NHS con Palantir, sotto pressione per interrompere il rapporto all’inizio del 2027.

In India, le approvazioni commerciali per Starlink sarebbero state congelate per timori legati all’uso di terminali in Iran, dove il servizio non risulta autorizzato. Nel mercato AI infrastructure, i fondatori di CoreWeave hanno venduto 2,3 miliardi di dollari in azioni dopo la scadenza del lock-up successiva all’IPO del marzo 2025, con una riduzione di circa il 25% delle loro partecipazioni complessive.

Super Micro punta a raccogliere 7 miliardi di dollari tramite operazioni equity ed equity-linked per finanziare l’acquisto di componenti legati agli ordini AI, mentre il titolo ha perso oltre il 6% nell’after hours. In Cina, Microsoft avrebbe tagliato tra 200 e 400 dipendenti dell’unità Azure a Pechino e Shanghai, in quella che risulta almeno la terza riduzione del personale nel Paese in due anni. Un gruppo di aziende cinesi, tra cui Alibaba e CXMT, ha infine lanciato un fondo di private equity da circa 577 milioni di dollari per sostenere i settori “hard tech” nazionali in un contesto di controlli statunitensi più severi sull’export.

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