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I licenziamenti nel tech superano quota 93 mila nel 2026: l’AI cambia il costo del lavoro

La nuova ondata di tagli nell’industria tecnologica non racconta solo una fase di riduzione dei costi. Sempre più spesso, le aziende usano i licenziamenti come parte di una riallocazione del capitale verso intelligenza artificiale, data center, automazione e infrastrutture cloud. Il personale resta una voce centrale nei bilanci, ma nel 2026 il confronto con gli investimenti in AI appare più diretto rispetto agli anni precedenti.

Secondo una ricerca di TradingPlatforms, realizzata su dati TrueUp, TechCrunch, documenti WARN statunitensi e annunci aziendali, i licenziamenti nel settore tech avrebbero raggiunto 93.038 unità dall’inizio dell’anno. Il dato arriva dopo l’annuncio di Meta, che ha previsto il taglio di circa 8.000 posti di lavoro, pari al 10% della forza lavoro, con effetto dal 20 maggio 2026. La società avrebbe inoltre congelato circa 6.000 posizioni aperte, segnale di una fase più selettiva anche sul fronte delle assunzioni.

Meta taglia 8 mila posti e sposta risorse sull’AI

La decisione di Meta si inserisce in una strategia più ampia di contenimento dei costi e aumento degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da più fonti, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg prevede per il 2026 spese in conto capitale comprese tra 115 e 135 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai livelli del 2025. Una parte rilevante di queste risorse sarà destinata a data center, capacità di calcolo e sviluppo di modelli AI. Per TradingPlatforms, con l’ultima riduzione di personale Meta arriverebbe a 10.400 licenziamenti complessivi nel 2026, dopo tagli mirati già avvenuti nei mesi precedenti in Reality Labs, vendite, operations, recruiting e in alcune aree prodotto di Facebook. Questo porta il gruppo al terzo posto tra le aziende tech con più tagli dall’inizio dell’anno, dietro Oracle e Amazon.

Oracle, Amazon e Meta in cima alla classifica dei tagli

La classifica elaborata da TradingPlatforms vede Oracle al primo posto con 25.254 licenziamenti nel 2026, seguita da Amazon con 16.600 e Meta con 10.400. Seguono Block con 4.000, WiseTech Global e ams OSRAM con 2.000 ciascuna, Ericsson con 1.900, ASML con 1.700, Atlassian con 1.600 e CoverMyMeds con 1.500. Il dato su Oracle va trattato con particolare cautela perché le stime pubbliche variano sensibilmente. Alcune ricostruzioni parlano di almeno 10.000 tagli, altre arrivano a indicare fino a 30.000 posizioni coinvolte nel corso dell’anno, in un contesto di ristrutturazione legato al cloud e agli investimenti per l’AI.

Cloud e SaaS sono le aree più colpite

Secondo il report, cloud e SaaS rappresentano il comparto con il maggior numero di licenziamenti nel 2026, con 28.440 posizioni tagliate. La dinamica dipende in larga parte da Oracle, ma non riguarda solo il gruppo californiano. Atlassian ha annunciato il taglio di circa 1.600 posti, pari al 10% della forza lavoro, con una riorganizzazione legata allo sviluppo di prodotti AI e alla spinta sulle vendite enterprise. Anche Salesforce e Workday, secondo la ricerca, avrebbero ridotto il personale in funzioni come supporto clienti, go-to-market, operations e ruoli corporate. Il punto centrale non è sempre la sostituzione diretta del lavoratore con un sistema AI, ma la revisione dell’organizzazione: team più piccoli, processi più automatizzati, maggiore concentrazione delle risorse su prodotto, infrastruttura e margini.

Social media ed e-commerce sotto pressione

Nel comparto social, il report attribuisce a Meta il peso principale della nuova ondata di tagli. A questi si aggiungono, secondo la ricerca, Snap con circa 1.000 licenziamenti, Pinterest con 677 e X con una riduzione più limitata, pari a circa 20 posizioni. Nel complesso, le piattaforme social avrebbero registrato circa 12.100 licenziamenti dall’inizio dell’anno. Nel commercio digitale, Amazon resta il caso più rilevante. La ricerca attribuisce al gruppo 16.600 tagli nel 2026, dopo nuove riduzioni legate a riorganizzazioni operative, robotica, logistica e ottimizzazione della rete di magazzini. Nel comparto e-commerce e marketplace, TradingPlatforms calcola 20.169 licenziamenti complessivi, con tagli anche in aziende come Ocado, eBay, Flipkart ed Eventbrite.

L’intelligenza artificiale diventa una leva di riallocazione del capitale

La parte più significativa del report riguarda il peso dell’AI nelle ristrutturazioni. Secondo TradingPlatforms, oltre 47.088 licenziamenti sarebbero collegati a processi di riorganizzazione guidati dall’intelligenza artificiale o giustificati da investimenti in infrastrutture AI. In questa lettura, Oracle e Meta risultano tra i contributori principali, perché entrambe stanno spostando risorse verso data center, capacità computazionale e sviluppo di nuovi sistemi. Il fenomeno non va interpretato solo come “l’AI che sostituisce i lavoratori”. In molti casi, le aziende stanno usando la fase di transizione tecnologica per cambiare la composizione della spesa: meno costo del lavoro in alcune aree, più capitale destinato a infrastrutture, automazione, modelli proprietari e piattaforme software. La conseguenza è un mercato del lavoro tech più selettivo, con minore assorbimento dei profili generalisti e maggiore domanda per competenze ad alta specializzazione.

Una discontinuità rispetto ai cicli precedenti

Secondo Stanislava Savisheva, analista di TradingPlatforms, i licenziamenti in corso mostrano come le aziende stiano ricalcolando il valore del lavoro umano rispetto al costo delle infrastrutture AI. La sua lettura è netta: quando un investimento in capacità computazionale offre un ritorno più alto rispetto a un reparto, quel reparto diventa più vulnerabile. La differenza rispetto a una normale fase di rallentamento è proprio qui. Nei cicli tradizionali, i tagli seguono spesso una fase di eccesso nelle assunzioni e possono essere riassorbiti quando la domanda torna a crescere. Nel 2026, invece, una parte delle aziende tech sembra considerare il nuovo assetto come strutturale: meno assunzioni, più automazione, più capitale fisso, più pressione sui team che non producono un impatto diretto sui margini o sull’evoluzione dei prodotti AI.

Il 2026 potrebbe superare il 2025 per numero di tagli

TradingPlatforms stima che, se il ritmo attuale restasse invariato, il settore tech potrebbe arrivare a 298.701 licenziamenti entro fine anno, superando il livello già elevato del 2025, indicato dal report a quota 246.000. Anche su questo punto è utile mantenere prudenza: i tracker pubblici non usano sempre lo stesso perimetro e includono categorie diverse di aziende, aree geografiche e annunci.

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