Google presenta la nuova famiglia Pixel 11 e porta in Italia prezzi più alti rispetto alla precedente generazione. SpaceXAI pubblica Grok 4.6, Mistral apre la propria infrastruttura ai modelli di terze parti, mentre Taiwan conferma un attacco informatico assistito dall’intelligenza artificiale contro siti governativi.
Le principali notizie tecnologiche di oggi, 13 agosto 2026, arrivano dal Made by Google, ma la giornata offre indicazioni interessanti anche sulla competizione tra i modelli AI e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulle infrastrutture digitali.
Google rinnova smartphone e smartwatch, SpaceXAI porta Grok 4.6 nella fascia dei modelli frontier e Mistral modifica la propria strategia per ospitare anche modelli open sviluppati da altre aziende. Nel frattempo emergono nuovi casi nei quali gli agenti AI passano dalla sperimentazione alle attività informatiche reali.
Google presenta Pixel 11: in Italia si parte da 999 euro
Google ha presentato Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, tutti basati sul nuovo processore Tensor G6 e progettati per sfruttare le funzioni di Gemini Intelligence. In Italia, Pixel 11 parte da 999 euro, Pixel 11 Pro da 1.199 euro e Pixel 11 Pro XL da 1.399 euro. Tutti i modelli partono da 256 GB di archiviazione.
I dispositivi sono disponibili in preordine dal 12 agosto e arriveranno nei negozi il 20 agosto attraverso Google Store, Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics. Google garantisce sette anni di aggiornamenti del sistema operativo, patch di sicurezza e Pixel Drop.
Tensor G6 dispone, secondo Google, di una CPU che offre prestazioni fino al 25% superiori nella navigazione e tempi di apertura delle applicazioni inferiori del 15%. La TPU offre il 50% di capacità di calcolo in più e permette al nuovo Gemini Nano di eseguire alcune attività locali fino a 3,5 volte più velocemente rispetto alla precedente generazione. Si tratta di dati forniti direttamente dal produttore.

Pixel 11 introduce un nuovo sensore principale da 48 MP e un teleobiettivo 5x che supporta Super Zoom fino a 30x. Pixel 11 Pro e Pro XL dispongono invece di un nuovo sensore principale e di un teleobiettivo da 48 MP con Zoom Pro fino a 120x.
Magic Capture scatta le foto al posto dell’utente
Tra le novità della serie compare Magic Capture, una funzione che usa i modelli AI di Google per acquisire automaticamente foto e video in momenti considerati rilevanti.
Il sistema può analizzare la scena e selezionare gli istanti migliori senza richiedere continuamente l’intervento dell’utente. Google presenta la funzione come uno strumento che permette di partecipare a una scena senza restare concentrati sulla fotocamera.
Arriva anche Camera Looks, che permette di modificare il modo in cui il sistema fotografico interpreta colori, contrasto e resa delle immagini già in fase di acquisizione. Google punta così a offrire stili più vicini alla fotografia tradizionale rispetto all’elaborazione molto marcata che ha caratterizzato parte della fotografia computazionale degli ultimi anni.
Sui modelli Pro debutta inoltre HiLight, un sistema di LED integrato attorno al flash posteriore. Può mostrare con colori differenti le chiamate provenienti dai contatti selezionati e indicare quando Gemini ascolta, elabora una richiesta o prepara una risposta.
Pixel 11 Pro Fold diventa più sottile e leggero
Google ha aggiornato anche Pixel 11 Pro Fold. Il nuovo pieghevole pesa quasi il 10% in meno rispetto a Pixel 10 Pro Fold e presenta uno spessore inferiore di circa un millimetro.
Entrambi i display raggiungono una luminosità massima dichiarata di 3.600 nit, circa il 20% in più rispetto alla generazione precedente. Google ha modificato anche la cerniera, con un raggio di curvatura maggiore che dovrebbe rendere meno evidente la piega sullo schermo interno.
La ricarica via cavo arriva a 30 W, mentre quella wireless Qi2.2 raggiunge 25 W. Il modello integra inoltre HiLight e la nuova funzione di traduzione della lingua dei segni.
Google non ha inserito Pixel 11 Pro Fold tra i modelli annunciati per la distribuzione italiana del 20 agosto. La pagina italiana ufficiale cita Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel Watch 5.
Pixel Watch 5 arriva in Italia da 419 euro
Pixel Watch 5 è disponibile in Italia da 419 euro nella versione da 41 mm e da 449 euro in quella da 45 mm. I preordini sono già aperti, mentre la disponibilità nei negozi parte il 20 agosto.

Google ha rivisto soprattutto GPS e funzioni AI. Il nuovo sistema di localizzazione combina i segnali satellitari con modelli tridimensionali degli edifici e informazioni atmosferiche. Secondo i test interni di Google, la precisione del tracciamento risulta doppia rispetto alle generazioni precedenti.
Gemini può funzionare anche in alcune modalità offline e il sistema introduce suggerimenti proattivi. Google aggiunge inoltre nuove funzioni dedicate alla salute, anche se disponibilità e autorizzazioni possono cambiare in base al Paese.
Google ha presentato anche Pixel Tag, il primo tracker della società per la rete Find Hub. Utilizza Bluetooth Channel Sounding, offre certificazione IP67 e una batteria sostituibile con autonomia dichiarata fino a un anno. Negli Stati Uniti arriverà l’11 novembre a 29 dollari, oppure 99 dollari nella confezione da quattro.
Grok 4.6 entra nella fascia dei modelli frontier
SpaceXAI ha pubblicato Grok 4.6, il nuovo modello dedicato soprattutto a programmazione, attività agentiche e knowledge work. Il sistema dispone di una finestra di contesto da 500.000 token e accetta testo e immagini in input.
Il prezzo API parte da 2 dollari per milione di token in input, 0,50 dollari per quelli recuperati dalla cache e 6 dollari per milione di token in output. Sopra i 200.000 token nel prompt, le tariffe raddoppiano.
Artificial Analysis assegna al modello 61 punti nel proprio Intelligence Index, un risultato allineato a GPT-5.6 Sol. SpaceXAI cita inoltre prestazioni elevate nei benchmark dedicati agli agenti e alla programmazione. I risultati dei singoli benchmark non equivalgono però a una superiorità generale del modello e dipendono dagli strumenti e dalle modalità di test utilizzate.
SpaceXAI afferma di aver dedicato maggiore attenzione alle attività di lunga durata. Il modello ha ricevuto un addestramento supplementare su ragionamento, software engineering, STEM, CAD, sviluppo web e altre attività che richiedono numerose operazioni consecutive.
Mistral apre la propria piattaforma ai modelli concorrenti
Mistral ha deciso di ospitare sulla propria infrastruttura anche modelli open sviluppati da altre società. Il primo sistema disponibile è GLM-5.2 di Z.ai.
Il modello viene distribuito senza modifiche da parte di Mistral e dispone di una finestra di contesto da un milione di token, con un output massimo di 128.000 token. È pensato soprattutto per programmazione, agenti e attività che richiedono contesti molto lunghi.
La novità modifica in parte il ruolo di Mistral. L’azienda non offre più soltanto i propri modelli, ma punta anche a diventare una piattaforma sulla quale le imprese possono eseguire sistemi differenti mantenendo la stessa infrastruttura, gli stessi controlli regionali e gli stessi accordi sul servizio.
Pixel 11 traduce la lingua dei segni in testo
Google DeepMind ha presentato SL2T, Sign Language to Text, un modello progettato per convertire la lingua dei segni in testo. Il primo utilizzo commerciale arriva proprio sulla famiglia Pixel 11 attraverso Gboard e Live Transcribe.
La prima combinazione disponibile converte American Sign Language in inglese. Google prevede di aggiungere altre lingue e altri dispositivi in futuro.
Il modello è stato addestrato come sistema multilingue, con l’obiettivo di superare uno dei principali limiti dei precedenti strumenti di riconoscimento della lingua dei segni, spesso dedicati a un singolo vocabolario o a un numero limitato di gesti.
Sul Pixel 11 Pro Fold, una persona può utilizzare la fotocamera frontale per esprimersi attraverso la lingua dei segni, mentre la traduzione compare sul display esterno rivolto verso l’interlocutore.
Taiwan conferma un attacco informatico assistito dall’AI
Il governo di Taiwan ha confermato di aver rilevato nel mese di luglio una campagna informatica assistita dall’intelligenza artificiale contro agenzie governative. Gli attacchi provenivano dall’estero e sono stati identificati dai sistemi di monitoraggio dell’isola.
Il Ministero degli Affari Digitali taiwanese ha dichiarato che l’attività anomala è stata individuata a partire dal 20 luglio. Le autorità hanno inviato una serie di avvisi agli enti pubblici interessati e sostengono che le organizzazioni colpite siano riuscite a contenere l’attacco.
La società israeliana Dream aveva descritto separatamente una campagna nella quale gli aggressori avrebbero combinato intervento umano e agenti AI open source per automatizzare parte delle operazioni. Tra gli obiettivi risultavano sistemi collegati al ministero della Giustizia e alla sicurezza nucleare di Taiwan.
Taipei non ha attribuito ufficialmente questo specifico incidente alla Cina. Le autorità taiwanesi hanno però registrato negli ultimi anni un forte aumento delle attività informatiche attribuite a gruppi collegati a Pechino.
Twitch userà gli streaming per addestrare l’AI di Amazon
Twitch ha introdotto nelle impostazioni degli account una nuova opzione dedicata all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale generativa di Amazon.
La voce permette ai creator di stabilire se i contenuti del proprio canale possano essere utilizzati per l’addestramento dei sistemi AI del gruppo. L’impostazione può essere disattivata dalle preferenze dell’account.
Twitch appartiene ad Amazon dal 2014 e ospita quantità molto elevate di video, audio, conversazioni e interazioni tra utenti. Il materiale rappresenta quindi una possibile fonte di dati multimodali per modelli capaci di elaborare voce, immagini, videogiochi e linguaggio naturale.
La presenza di un meccanismo di opt-out diventa particolarmente rilevante per streamer e creator che non vogliono che le proprie trasmissioni contribuiscano all’addestramento dei modelli generativi.
Per Foxconn i server AI superano gli iPhone nel fatturato
Foxconn ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di circa 1,86 miliardi di dollari, il 35% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sopra le aspettative degli analisti.
Il dato più significativo riguarda però la composizione dei ricavi. I prodotti cloud e networking, categoria che comprende i server AI, hanno raggiunto il 51% del fatturato trimestrale, mentre l’elettronica consumer, che include gli iPhone assemblati per Apple, si è fermata al 29%. È la prima volta che il comparto cloud supera la metà dei ricavi di Foxconn.
Il gruppo prepara inoltre la produzione di massa dei rack basati sulla piattaforma Nvidia Vera Rubin, con le prime consegne previste nel quarto trimestre. Foxconn prevede un aumento del 30% delle spese in conto capitale nel corso del 2026.
Cisco riceve ordini AI per 4 miliardi in un trimestre
Anche i risultati di Cisco mostrano quanto la costruzione delle infrastrutture AI abbia modificato il mercato tradizionale del networking.
Nel quarto trimestre fiscale la società ha ricevuto 4 miliardi di dollari di ordini per infrastrutture AI da hyperscaler, con un totale di 9,3 miliardi nell’intero esercizio 2026.
Cisco ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 17,25 miliardi di dollari, il 17,6% in più su base annua. Per l’esercizio fiscale 2027 prevede ricavi compresi tra 72,2 e 73,4 miliardi di dollari.
La società stima inoltre 7,5 miliardi di dollari di ricavi da infrastrutture AI destinate agli hyperscaler nel 2027. Il dato mostra come la corsa ai modelli non produca domanda soltanto per GPU e acceleratori, ma anche per switch, sistemi ottici e reti capaci di collegare migliaia di processori all’interno dei data center.
CodeRabbit raggiunge una valutazione di 1,5 miliardi
La startup CodeRabbit, specializzata nella revisione automatica del codice attraverso l’AI, ha raccolto 143 milioni di dollari in un nuovo round che porta la valutazione a 1,5 miliardi.
La piattaforma esegue oltre due milioni di code review alla settimana e dichiara più di 17.000 clienti, tra i quali Nvidia, BMW, JFrog, Trivago, Adyen e Indeed.
L’espansione degli strumenti di programmazione AI sta creando anche un mercato parallelo dedicato al controllo del codice prodotto dagli stessi modelli. CodeRabbit punta proprio su questa necessità: verificare modifiche, individuare rischi e spiegare agli sviluppatori le conseguenze delle variazioni prima che il software raggiunga gli ambienti di produzione.
























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