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L’IA stima l’età dalla voce: lo studio su demenza e invecchiamento


Uno studio pubblicato su Science Advances ha esaminato le registrazioni vocali di 2.928 persone in cinque Paesi latinoamericani. L’obiettivo era verificare se un sistema di intelligenza artificiale potesse stimare l’età attraverso le caratteristiche del linguaggio e individuare correlazioni con indicatori di invecchiamento e declino cognitivo.

Il funzionamento dello speech clock

I ricercatori hanno analizzato oltre 700 caratteristiche acustiche e linguistiche, fra cui pause, ritmo, intonazione e scelta delle parole. Il modello ha prodotto una stima dell’età da confrontare con quella anagrafica. La differenza, chiamata speech age gap, è stata quindi messa in relazione con i risultati di valutazioni cognitive e con diversi indicatori biologici.

Il lavoro si basa sui dati raccolti dal consorzio ReD-Lat e prende in considerazione persone senza deficit cognitivi e partecipanti con differenti disturbi neurodegenerativi. Il gruppo di ricerca ha confrontato informazioni ricavate dalle registrazioni con indicatori clinici e biologici, per verificare se il profilo linguistico mostrasse caratteristiche legate alle condizioni di salute.

Il principio è diverso da quello di un normale software di riconoscimento vocale: l’attenzione non si concentra soltanto sulle parole pronunciate, ma anche sul modo in cui il discorso viene prodotto. Ritmo, pause e fluidità del parlato possono fornire segnali complementari al contenuto linguistico. Il sistema, tuttavia, restituisce una stima statistica e non una misurazione diretta dell’età biologica.

Analisi della voce con sistemi di intelligenza artificiale
Immagine di archivio: intelligenza artificiale e analisi della voce.

Le associazioni con la demenza

Nel campione sono emerse associazioni tra un’età vocale stimata più elevata e alcuni indicatori di deterioramento cognitivo, comprese manifestazioni di Alzheimer e demenza frontotemporale. Le correlazioni osservate non dimostrano che il sistema possa formulare diagnosi individuali o prevedere da solo la comparsa futura di una patologia.

Limiti e possibili applicazioni

I risultati richiedono verifiche longitudinali, validazioni indipendenti e test su altre lingue e popolazioni. L’analisi vocale potrebbe offrire in futuro uno strumento non invasivo per affiancare le valutazioni mediche, ma al momento non sostituisce gli esami clinici. Su Smartphonology abbiamo già affrontato l’analisi della voce in relazione alla salute e i limiti delle risposte dell’IA in ambito sanitario.

Fonti: Science Advances; Live Science.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.