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Tech news del 5 ottobre 2026: nasce la Super Intelligence Force, Muse profila amici e familiari e Apple cambia rotta sul design


Le tech news del 5 ottobre 2026 si aprono con una nuova struttura federale statunitense dedicata all’intelligenza artificiale. Donald Trump ha annunciato la Super Intelligence Force, guidata dal direttore della National Intelligence Jay Clayton e incaricata di coordinare le iniziative del governo federale nel settore. Meta torna invece al centro delle questioni relative alla privacy: alcuni file interni estratti da Muse mostrano che l’agente AI può costruire profili dettagliati delle persone presenti nella vita dell’utente, con informazioni sulla relazione, la storia condivisa e suggerimenti sui rapporti personali.

In casa Apple, John Ternus assume un ruolo diretto anche nel design dei prodotti, mentre emergono nuovi dettagli sul MacBook Pro OLED con touch screen, che dovrebbe avere un peso sensibilmente inferiore rispetto alla generazione attuale. Sul fronte della cybersecurity, un presunto membro di ShinyHunters è stato fermato in Giordania e starebbe collaborando con l’FBI. YouTube modifica invece le raccomandazioni degli Shorts per penalizzare i contenuti copiati, mentre Google restringe l’accesso gratuito ai modelli Gemini e sospende parte del proprio programma di bug bounty open source a causa dell’aumento delle segnalazioni generate dall’AI.

Trump crea la Super Intelligence Force, Jay Clayton guiderà la strategia AI degli Stati Uniti

Donald Trump ha annunciato la creazione della Super Intelligence Force, o SIF, una nuova struttura incaricata di coordinare le attività del governo federale statunitense sull’intelligenza artificiale. La task force sarà guidata da Jay Clayton, direttore della National Intelligence e nuovo responsabile della strategia AI dell’amministrazione.

Del gruppo faranno parte anche il presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, il responsabile tecnologico del Pentagono Emil Michael e il direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor. La SIF risponderà direttamente al presidente e alla capo di gabinetto Susie Wiles.

Il gruppo avrà 120 giorni per preparare un rapporto sui rischi e sulle opportunità dei sistemi AI avanzati e sul possibile ruolo del governo. La task force dovrà confrontarsi anche con aziende, consumatori e altri soggetti interessati.

La scelta del nome segue la decisione dell’amministrazione Trump di usare l’espressione “super intelligence” al posto di “artificial intelligence” nelle comunicazioni ufficiali. L’approccio della Casa Bianca resta orientato verso una regolamentazione limitata, con l’obiettivo dichiarato di preservare il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti sulla Cina.

Muse crea un profilo per ogni persona importante nella vita dell’utente

Nuovi dettagli sul funzionamento interno di Muse, l’agente AI di Meta, sollevano interrogativi sulla quantità di informazioni personali che il sistema può raccogliere e organizzare.

WIRED ha analizzato alcuni file operativi estratti dal sistema e ha scoperto che Muse può costruire una sorta di pagina dedicata a ogni persona presente nella vita dell’utente. I profili possono comprendere fatti personali, episodi condivisi, caratteristiche della relazione, grado di vicinanza emotiva e suggerimenti utili a migliorare il rapporto.

Il sistema non registra quindi soltanto informazioni sull’utente principale, ma crea una rappresentazione strutturata anche di amici, familiari, colleghi e altre persone citate nelle conversazioni o presenti nei servizi collegati.

Meta sostiene che questa struttura permetta a Muse di fornire risposte più personalizzate e che gli utenti mantengano il controllo sui propri dati e sulle azioni dell’agente. Secondo la società, ogni utente dispone inoltre di un ambiente virtuale isolato e le operazioni più sensibili richiedono una conferma.

Il punto critico riguarda le persone descritte all’interno di questi profili: possono diventare parte della memoria dell’agente senza avere un rapporto diretto con Meta o senza sapere quali informazioni siano state inserite su di loro.

John Ternus assume direttamente il controllo del design Apple

Il CEO di Apple John Ternus avrebbe assunto un ruolo molto più diretto nella supervisione del design hardware e software dell’azienda. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple non starebbe cercando un nuovo responsabile unico del design perché Ternus ha di fatto assunto personalmente questa funzione.

Le fonti descrivono una presenza frequente del CEO negli studi di progettazione. Ternus lavorerebbe con i team di industrial design e human interface diverse volte alla settimana, in alcuni casi con più visite nello stesso giorno. Il confronto con il predecessore è netto: Tim Cook avrebbe dedicato al design circa un’ora al mese.

Ternus avrebbe delegato maggiormente le attività finanziarie e di supply chain rispettivamente al CFO Kevan Parekh e al COO Sabih Khan, per concentrare una parte più ampia del proprio tempo sui prodotti.

La scelta segna anche un cambiamento nella struttura di Apple dopo anni nei quali diversi designer storici hanno lasciato Cupertino.

Il MacBook Pro OLED con touch screen sarà anche molto più leggero

Emergono nuovi dettagli sul MacBook Pro riprogettato con display OLED e touch screen. Secondo Bloomberg, Apple ha rivisto l’interno del computer, con componenti più piccoli e una disposizione differente delle parti, per ottenere un dispositivo sensibilmente più leggero.

Il progetto dovrebbe combinare display OLED, supporto touch, Dynamic Island al posto del notch e chip M5 Pro o M5 Max. Il nuovo design dovrebbe risultare anche più sottile rispetto all’attuale generazione.

L’attuale MacBook Pro da 16 pollici arriva a circa 4,7 libbre, poco più di 2,1 chilogrammi, contro le 3,3 libbre del MacBook Air da 15 pollici. Bloomberg non ha ancora indicato il peso esatto del nuovo modello.

La presentazione potrebbe avvenire tra ottobre e novembre 2026, anche se Apple non ha confermato ufficialmente il prodotto né la finestra di lancio.

Un presunto membro di ShinyHunters fermato in Giordania starebbe collaborando con l’FBI

Le autorità giordane hanno fermato Saif al-Din Khader, conosciuto online con l’alias “Rey” e indicato come presunto membro di ShinyHunters. Secondo tre fonti citate da Reuters, Khader starebbe ora collaborando con l’FBI per identificare altri membri del gruppo.

Due fonti hanno riferito che il fermo è avvenuto martedì. Il sospettato avrebbe messo a disposizione degli investigatori dispositivi digitali e comunicazioni utili alla ricostruzione delle attività del gruppo.

ShinyHunters è finito al centro delle indagini dopo avere rivendicato la sottrazione di informazioni relative al personale dell’FBI, con dati personali, lavorativi e sanitari. L’FBI non ha confermato ufficialmente tutti i dettagli attribuiti alla violazione.

Il sito utilizzato dal gruppo è scomparso dalla rete dopo la scadenza dell’ultimatum rivolto all’FBI. Reuters aveva già riferito che il Bureau considera l’incidente sufficientemente grave da partire dall’ipotesi che possano essere stati compromessi dati relativi a tutto il personale.

YouTube cambia Shorts: meno visibilità ai video copiati

YouTube ha modificato il proprio sistema di raccomandazione degli Shorts per dare maggiore spazio ai contenuti originali e ridurre la diffusione dei video ripubblicati senza modifiche significative.

La piattaforma afferma che i canali che prendono semplicemente un video realizzato da un altro creator e lo caricano nuovamente dovrebbero ricevere meno distribuzione attraverso le raccomandazioni.

La misura non vieta l’impiego di materiali prodotti da altri. Le attuali regole di YouTube permettono, per esempio, recensioni, reaction, remix e montaggi che aggiungono commenti, una nuova storia o modifiche sostanziali.

La modifica interessa invece soprattutto i contenuti che replicano un originale senza aggiungere un contributo riconoscibile. YouTube non ha indicato una data precisa per il completamento del rollout, ma il nuovo sistema risulta già in fase di distribuzione.

Gemini gratuito perde Flash e Pro: dal 9 ottobre resta solo Flash-Lite

Google modificherà dal 9 ottobre i modelli disponibili nelle diverse fasce del servizio Gemini. Gli account gratuiti avranno accesso soltanto a Gemini 3.5 Flash-Lite e perderanno la possibilità di selezionare i modelli Flash e Pro.

Anche il piano Google AI Plus subirà alcune limitazioni. Gli abbonati continueranno ad avere accesso a Flash-Lite e Gemini 3.6 Flash, ma non potranno utilizzare direttamente il modello Pro.

Google AI Pro amplia invece le funzioni disponibili con l’accesso a Deep Think e a livelli di ragionamento differenti.

La modifica arriva pochi giorni dopo la presentazione di Gemini 4 Argon, il nuovo modello di frontiera di Google distribuito inizialmente soltanto a partner selezionati nel settore della cybersecurity.

Un giudice definisce l’uso di Flock una forma di “sorveglianza di massa indiscriminata”

Una giudice federale dell’Oklahoma ha stabilito che la ricerca della targa di un’automobilista attraverso il sistema Flock Safety ha violato il Quarto Emendamento della Costituzione statunitense.

Un agente aveva interrogato il database dei lettori automatici di targhe dopo avere notato semplicemente che il veicolo aveva una targa della California. Il sistema aveva restituito oltre 50 registrazioni degli spostamenti dell’auto nell’arco di un mese, dati poi utilizzati per motivare un controllo del mezzo.

La giudice Sara Hill ha stabilito che la consultazione costituiva una ricerca senza mandato e non era supportata da una causa probabile. Le prove ottenute attraverso Flock e quelle successive raccolte durante la perquisizione dell’automobile sono state quindi escluse dal procedimento.

La decisione non costituisce un precedente vincolante nazionale, ma rappresenta uno dei primi casi nei quali un tribunale federale definisce la rete Flock una forma di sorveglianza di massa indiscriminata, a causa della capacità di ricostruire gli spostamenti di un veicolo attraverso una rete distribuita di telecamere.

Troppi bug inventati dall’AI: Google sospende parte del programma di bug bounty open source

Google ha sospeso temporaneamente l’accettazione di nuove segnalazioni di vulnerabilità relative ai prodotti attraverso il proprio Open Source Software Vulnerability Reward Program, dopo un aumento significativo di report non validi prodotti con strumenti AI.

Secondo Google, l’automazione ha reso molto più semplice generare segnalazioni che descrivono vulnerabilità inesistenti, non sfruttabili oppure prive delle verifiche tecniche necessarie. Il risultato è un carico aggiuntivo per gli ingegneri di Google e per i manutentori dei progetti open source.

Lo stop riguarda le nuove segnalazioni relative ai prodotti a partire dal 1° ottobre. Alcune categorie, tra cui determinate segnalazioni legate a Google Cloud e alla supply chain, restano disponibili.

Google prevede di ridisegnare il programma e di fornire un aggiornamento entro il primo trimestre del 2027. Il problema non riguarda soltanto Mountain View: anche altri progetti open source hanno segnalato un aumento di presunti bug e CVE generati automaticamente senza un’adeguata verifica tecnica.

Musk cambia nome a SpaceXAI: diventerà SpaceXSI

Elon Musk ha confermato che la divisione dedicata all’intelligenza artificiale di SpaceX cambierà nome da SpaceXAI a SpaceXSI. La nuova sigla riprende il termine “Super Intelligence” promosso dall’amministrazione Trump.

Musk ha annunciato il cambiamento in risposta a un utente su X. La decisione arriva dopo la fusione tra SpaceX e xAI e mentre il gruppo sviluppa una strategia che comprende modelli AI, grandi infrastrutture di calcolo, chip e futuri data center nello spazio.

Il cambio riguarda per ora il marchio della divisione e non implica una modifica tecnica dei prodotti Grok o delle altre attività AI del gruppo.

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