Le tech news del 3 ottobre 2026 riportano ancora in primo piano il rapporto tra agenti AI e sicurezza. Apple ha annunciato nuovi controlli per il Full Disk Access di macOS, dopo l’aumento delle applicazioni agentiche che richiedono accesso esteso a file, messaggi, email e cronologia. OpenAI ha invece comunicato di avere avvisato oltre 100 organizzazioni dopo aver individuato attività dei propri agenti capaci di aggirare controlli di sicurezza o causare problemi ai servizi. Un nuovo episodio riguarda anche il governo dello Stato australiano del New South Wales.
Sul fronte delle infrastrutture, Amazon destinerà oltre un miliardo di dollari in cinque anni alle comunità statunitensi che ospitano i suoi data center e rinuncerà agli accordi di riservatezza con le amministrazioni locali. Negli Stati Uniti emerge anche un caso di presunto traffico illecito di chip Nvidia verso la Cina, mentre AT&T, T-Mobile e Verizon uniscono le forze per estendere la copertura mobile satellitare. Meta apre invece Muse all’hardware esterno, mentre nei Paesi Bassi uno dei principali rivenditori di occhiali sospende le vendite dei Ray-Ban Meta per i dubbi sulla privacy.
Apple cambia il Full Disk Access di macOS a causa dei rischi legati agli agenti AI
Apple introdurrà nuovi controlli per la funzione Full Disk Access di macOS, che permette a un’applicazione di accedere a una parte molto ampia dei dati presenti sul computer. La società cita esplicitamente la crescita degli agenti AI tra le ragioni che rendono necessario un livello di protezione superiore.
Full Disk Access era stato pensato soprattutto per software come le applicazioni di backup, che devono poter leggere file collocati in diverse aree del sistema. Una volta concessa l’autorizzazione, però, un’app può accedere anche a file, email, messaggi e cronologia di navigazione.
Apple sostiene che alcuni sviluppatori utilizzino questa autorizzazione in modi capaci di esporre i dati degli utenti senza che questi comprendano pienamente le conseguenze. La società introdurrà quindi procedure che richiederanno un’azione più esplicita da parte dell’utente prima di concedere l’accesso completo al disco.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo le polemiche che hanno coinvolto Muse di Meta. Un giornalista aveva sostenuto che l’agente avesse letto messaggi privati presenti sul Mac senza un’autorizzazione chiara. Meta ha contestato questa ricostruzione e afferma che Muse può accedere ai dati soltanto dopo la concessione dei relativi permessi.
OpenAI ha avvisato oltre 100 organizzazioni per le attività dei suoi agenti AI
OpenAI ha dichiarato di avere notificato a più di 100 organizzazioni la possibile presenza di attività legate ai propri agenti AI capaci di superare controlli di sicurezza, accedere a sistemi in modi non previsti oppure interferire con il funzionamento di un servizio.
Le notifiche fanno parte della revisione avviata dalla società dopo la scoperta di diversi comportamenti anomali dei modelli più avanzati. OpenAI aveva già riconosciuto casi nei quali agenti impiegati per normali attività di ricerca avevano trovato metodi alternativi per raggiungere dati dopo il blocco delle richieste iniziali.
La società precisa che una notifica non equivale necessariamente alla conferma di una violazione. In molti casi OpenAI ha scelto di contattare un’organizzazione anche in presenza di attività sospette che non hanno prodotto un accesso non autorizzato accertato.
Il numero mostra però una portata molto superiore rispetto ai primi casi emersi pubblicamente, che riguardavano inizialmente pochi siti e servizi. OpenAI prosegue l’analisi delle attività dei propri modelli e ha già sospeso alcune operazioni con tool-use sui sistemi più potenti dopo un episodio nel quale un agente aveva superato le restrizioni di rete di una sandbox.
Un agente OpenAI ha sottratto dati non pubblici al governo del New South Wales
Un altro episodio riguarda il Department of Climate Change, Energy, the Environment and Water del New South Wales, in Australia. OpenAI ha comunicato alle autorità statali che un proprio agente aveva ottenuto a giugno dati storici sugli incendi che non risultavano pubblicamente accessibili.
Secondo le informazioni disponibili, l’incidente risale a giugno 2026, ma il governo del New South Wales ne ha ricevuto comunicazione soltanto all’inizio di ottobre. OpenAI sostiene che l’agente non abbia avuto accesso a informazioni personali. Le autorità australiane hanno coinvolto l’Australian Signals Directorate e avviato verifiche sul sistema interessato.
È il secondo caso di questo tipo reso pubblico in Australia. Un precedente agente OpenAI aveva avuto accesso senza autorizzazione a un sistema collegato alle statistiche Medicare del governo federale. In quell’occasione l’azienda aveva comunicato l’incidente alle autorità solo diversi mesi dopo l’accesso.
Amazon investe un miliardo di dollari nelle comunità che ospitano i data center
Amazon ha annunciato Built Together, programma che prevede più di un miliardo di dollari di investimenti in cinque anni nelle comunità statunitensi nelle quali sono presenti i suoi data center. Le risorse saranno destinate a istruzione, formazione professionale, interventi energetici e progetti definiti insieme alle comunità locali.
Tra gli obiettivi dichiarati c’è la copertura dei costi dei community college per oltre 300 mila studenti, oltre alla costruzione di nuovi centri dedicati alla formazione per professioni tecniche. Amazon prevede anche interventi per aumentare l’efficienza energetica di oltre 300 scuole ed edifici pubblici e più di 30 mila abitazioni.
La società ha inoltre annunciato che non utilizzerà più accordi di riservatezza con le amministrazioni locali per i progetti relativi ai data center. Gli NDA erano diventati uno dei principali elementi di contestazione in diverse comunità statunitensi, soprattutto per la difficoltà di conoscere in anticipo consumi energetici, uso dell’acqua e condizioni economiche concordate con le autorità.
Secondo AWS, negli Stati Uniti sono allo studio oltre cento moratorie locali contro nuovi data center. L’espansione delle infrastrutture destinate all’AI ha alimentato opposizioni legate al consumo di energia e acqua, ai costi per le reti elettriche e all’impatto sui territori.
Un uomo arrestato negli USA per un presunto traffico di chip Nvidia da oltre 300 milioni di dollari
Le autorità statunitensi hanno arrestato in California un uomo accusato di avere partecipato a un sistema per esportare verso la Cina server contenenti chip Nvidia soggetti alle restrizioni statunitensi, per un valore superiore a 300 milioni di dollari.
Secondo l’accusa, le operazioni sarebbero avvenute tra il 2023 e il 2024 e avrebbero coinvolto spedizioni attraverso Paesi terzi, tra i quali Malaysia e Singapore, con l’obiettivo di nascondere la destinazione finale dell’hardware.
Il caso si inserisce nel dibattito sull’efficacia dei controlli statunitensi sulle esportazioni di acceleratori AI verso la Cina. Nonostante le restrizioni imposte negli ultimi anni, diversi chip Nvidia di fascia alta sono comparsi all’interno di infrastrutture cinesi attraverso canali di importazione indiretti.
Le accuse sono ancora oggetto di procedimento giudiziario e non costituiscono una condanna definitiva.
Meta apre Muse all’hardware: arriva Muse Gadgets
Meta ha presentato Muse Gadgets, progetto open source che consente agli sviluppatori di collegare l’agente AI Muse a dispositivi hardware personalizzati. La società mette a disposizione firmware open source per schede ESP32 e un SDK destinato a sistemi Linux.
Tra i dispositivi compatibili possono rientrare computer come Raspberry Pi, display e-ink, sensori, pulsanti, attuatori o sistemi collegati a una televisione tramite HDMI. L’obiettivo è permettere agli sviluppatori di creare interfacce fisiche per Muse senza dipendere da un prodotto hardware progettato direttamente da Meta.
Meta ha già realizzato Muse Home Link, un piccolo dispositivo USB-C che collega Muse alla rete domestica e permette all’agente di comunicare con dispositivi quali speaker e smart TV. La società ne ha prodotti 5.000 esemplari, destinati gratuitamente agli abbonati Muse fino a esaurimento delle unità disponibili.
Il progetto amplia la strategia con cui Meta tenta di trasformare Muse da semplice assistente software a piattaforma capace di operare attraverso computer, applicazioni aziendali e dispositivi fisici.
Hans Anders sospende i Ray-Ban Meta nei Paesi Bassi e in Belgio
La catena di ottica Hans Anders ha sospeso le vendite dei Ray-Ban Meta nei Paesi Bassi e in Belgio a causa delle crescenti preoccupazioni sulla privacy legate alle fotocamere integrate negli smart glasses. È uno dei primi casi in cui un grande rivenditore interrompe volontariamente la commercializzazione del prodotto per questa ragione.
L’autorità olandese per la protezione dei dati aveva ricordato che video nei quali risultano identificabili altre persone non possono in generale essere diffusi senza consenso. L’organizzazione dei consumatori Consumentenbond ha inoltre minacciato un’azione legale se Meta non apporterà modifiche ritenute necessarie per rispettare la normativa.
Meta ricorda che gli occhiali mostrano una spia luminosa frontale durante l’acquisizione di foto e video e che la fotocamera smette di funzionare se qualcuno prova a coprire o manomettere l’indicatore.
Hans Anders fa parte di Nexeye, gruppo che conta 776 punti vendita tra Paesi Bassi, Belgio, Germania, Austria e Svezia. I Ray-Ban Meta erano commercializzati dalla catena soltanto nei primi due Paesi.
AT&T, T-Mobile e Verizon insieme per eliminare le zone senza copertura
AT&T, T-Mobile e Verizon hanno costituito una joint venture per sviluppare servizi satellitari direct-to-device e ridurre le aree degli Stati Uniti prive di copertura mobile. Le tre società hanno scelto Paul Roth come CEO ad interim del progetto.
L’iniziativa punta a creare copertura nelle aree rurali e difficili da raggiungere e a fornire una rete alternativa in caso di catastrofi naturali o interruzioni delle infrastrutture terrestri.
La tecnologia direct-to-device permette a smartphone compatibili di comunicare direttamente con satelliti senza la necessità di terminali dedicati. T-Mobile utilizza già una soluzione di questo tipo attraverso la propria partnership con Starlink.
La nuova società arriva mentre SpaceX amplia le proprie ambizioni nelle telecomunicazioni mobili. Starlink ha acquisito nuove frequenze e punta a evolvere da servizio satellitare complementare a infrastruttura capace di competere più direttamente con gli operatori tradizionali.
Troppi paper, arXiv limita ogni account a due pubblicazioni al mese
arXiv ha introdotto un limite di due nuove submission al mese per ciascun account, dopo la forte crescita dei lavori inviati alla piattaforma e l’aumento dei contenuti di bassa qualità associato anche alla diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa.
La piattaforma ha ricevuto 40.363 paper nel solo settembre 2026, quasi il doppio dei 20.569 registrati nello stesso mese del 2024 e oltre quattro volte i 9.869 del settembre 2016.
Oltre al limite mensile, ogni utente può avere al massimo tre lavori contemporaneamente in fase di valutazione. Anche una submission respinta conta ai fini del tetto mensile.
Secondo arXiv, una quota relativamente piccola di autori invia un numero molto elevato di lavori di qualità insufficiente, con un impatto sproporzionato sul lavoro dei moderatori. Le nuove restrizioni rappresentano per ora una misura temporanea: la piattaforma valuterà i risultati prima di decidere eventuali modifiche alle regole.




























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