what3words, l’app che ha diviso il mondo in parole


Il concetto è un po’ macchinoso, ma geniale allo stesso tempo, una volta comprese “le regole del gioco”. Gli ideatori di what3words hanno creato un sistema per suddividere il mondo in quadrati di 3 m, ognuno per i quali sono state assegnate tre parole univoche l’uno dall’altro. Il motivo? Trovare una posizione o un luogo nel modo più preciso possibile, come le coordinate GPS. Le tre parole scelte per ogni quadrato sono in lingue diverse per ogni nazionalità, per essere più facilmente utilizzabili in tutto il mondo.

what3words è un sistema di geocodifica che assegna a ogni punto sulla Terra una combinazione univoca di tre parole. Le parole sono scelte da un vocabolario di circa 40.000 parole e sono generate in modo da essere facilmente pronunciabili e memorizzabili. Questo rende possibile individuare con precisione un luogo specifico usando solo una combinazione di tre parole, anche in aree dove gli indirizzi sono scarsi o inesistenti. Il sistema what3words viene utilizzato in molti settori, come la logistica, la ricerca e il soccorso, l’aviazione e il turismo.

Gli ambiti in cui può essere utilizzata what3words

what3words è molto utile ad esempio chi possiede campi o terre estese su cui lavorare. In questo caso i codici postali sono poco utili, perché quando si è in mezzo ad un campo, il codice postale non serve che ti porti nel luogo più vicino. Ma può essere utilizzata anche per le emergenze, in particolar modo quando non si ha idea nel luogo in cui ci si trova e si ha la necessità di chiamare i soccorsi. Chi ama correre e vuole condividere i posti in cui si trova, o i punti di partenza e di arrivo precisi per condividere i sentieri con gli amici, può infine usare l’applicazione.

L’app è stata presentata al CES 2023 di Las Vegas e può collaborare con i sistemi di navigazione, come ad esempio Google Maps. Inoltre può essere utilizzata anche offline, in modo che si possa raggiungere un luogo o una destinazione attraverso l’utilizzo della bussola. Attualmente è disponibile per i tre principali store, come Play Store, App Store e AppGallery. Non è un sistema nuovo: l’idea ha già più di un paio d’anni, ma ora è in bella mostra al CES.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.