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nascita OPPO Find X5 Pro

Tutti i segreti dietro la nascita di OPPO Find X5 Pro

Tra le aziende più appassionate alla realizzazione dei propri prodotti, non si può che menzionare OPPO. Diverse volte in passato ha condiviso le proprie innovazioni e i test a cui ha sottoposto i propri device prima di immetterli sul mercato, o ai progetti futuri. Basti pensare ad esempio al futuro senza batterie, o agli INNO-Day. Nella giornata di oggi l’azienda cinese ha invece voluto svelare i segreti che si celano dietro la realizzazione del suo prodotto di punta di quest’anno, ovvero OPPO Find X5 Pro, presentato lo scorso febbraio (qui invece, la nostra recensione di OPPO Find X5 Lite).

OPPO Find X5 Pro

I segreti dietro al design

La scocca è resistente e realizzata in ceramica, che offre un corpo curvo. La scocca è costituita da un materiale microcristallino che viene calcinato a una temperatura di 1.000 gradi. In questo modo viene creata una texture che riduce le impronte digitali ed è due volte più resistente del vetro. Per raggiungere il processo che ha portato alla realizzazione del design di OPPO Find X5 Pro gli ingegneri di OPPO hanno impiegato sei mesi nei laboratori di Ricerca e Sviluppo per i processi di stampaggio, lavorazione e lucidatura. Con i metodi di produzione già esistente, si otteneva un gradiente di curvatura meno uniforme, tra la copertura posteriore in ceramica e l’isola della fotocamera. Per superare questo ostacolo, gli ingegneri hanno sviluppato un metodo di lavorazione maggiormente preciso, con due lame disposte con un angolo di 90°.

Ciononostante si è creato un nuovo problema, con la linea di taglio dei bordi ora dritti, i quali circondavano i lati della scocca in ceramica insieme a segni di taglio delle lame della macchina, visibili. La soluzione è stata individuata nella creazione di un processo di lucidatura dei bordi, suddiviso in più fasi, con una macchina per lucidatura a quattro assi mai usata prima. La macchina utilizza polvere di diamante a livello di micron. La copertura posteriore in ceramica richiede cinque giorni di produzione.

La fotocamera di OPPO Find X5 Pro non sporge dallo smartphone, anche se gli obiettivi ora dovevano essere integrati con l’alloggiamento senza che vi fossero sporgenze. Una posizione precisa degli obiettivi permette di non avere danni se troppo in alto o di non avere una perdita di sensazione di fluidità se troppo in basso. I copribatteria in ceramica sono stati divisi in tre gruppi per risolvere il problema. Anche i tre obiettivi hanno subito un raggruppamento in spessore per poi essere abbinati al coperchio in ceramica più vicino per una perfetta profondità e un alloggiamento preciso. Con tre obiettivi da prendere in considerazione e 27 combinazioni totali, OPPO ha investito milioni di euro per la realizzazione di un’apparecchiatura in grado di raggruppare automaticamente obiettivi e coperture posteriori.

L’assemblaggio della scheda madre di OPPO Find X5 Pro

Il processo inizia con le fasi di assemblaggio della scheda madre, che avviene attraverso l’impiego di stampanti robotiche. Esse sono capaci di produrre fino a 10 milioni di schede al mese, inoltre montano componenti quali CPU e condensatori su scheda. Il componente più piccolo, riferisce OPPO, misura appena 0,4 mm x 0,2 mm e il montatore di chip è in grado di posizionare più di 400.000 componenti ogni ora.

Niente errori sulla scheda

Il livello di dettaglio è dunque elevato, per questo l’azienda sfrutta una fotocamera chiamata Auto Optical Inspector, per individuare eventuali errori, anche minimi, nel corso del processo. Ogni percorso della scheda madre di OPPO Find X5 Pro è realizzato su misura, come la progettazione dei componenti. La fotocamera è stata invece programmata per notare ogni eventuale deviazione dal progetto originale.

Conclusa l’ispezione, la scheda può essere saldata, utilizzando un processo sottoposto a rigidi controlli ogni due ore. I controlli prevedono la misura dell’umidità, della temperatura del pavimento della fabbrica, fino al test a raggi X. Al termine, la macchina di ispezione pasta saldante (SPI) esamina le schede, per verificare che anche la più piccola apertura della maglia d’acciaio, misuri solo 0,18 x 0,18 mm.

Test automatizzati

I test sono automatizzati per il 90%. Ciò vuol dire che gli esperti di produzione della casa devono intervenire solo ai primi segni di un eventuale problema. Uno step cruciale per la produzione di un dispositivo di fascia premium, che sarà venduto in diversi paesi e in grandi quantità.

Secondo quanto riferito dall’azienda, l’attenzione ai dettagli è ancora più importante nel momento in cui si garantisce la fascia premium, specie considerando il comparto fotografico di OPPO Find X5 Pro, che integra non solo l’NPU MariSilicon X e il sistema di stabilizzazione a cinque assi, di cui abbiamo parlato qui tempo addietro. Tutte le fotocamere dello smartphone vengono sottoposte a test OIS per la stabilizzazione di obiettivo e sensore, verificando capacità di funzionamento e di operare al massimo delle performance previste.

Il test di OPPO Find X5 Pro sulla fotocamera

Lo smartphone viene montato su una macchina montata per fornire un angolo di jitter di tre gradi, con una frequenza di 6Hz. Ciò vuol dire che traballa avanti e indietro di tre gradi e sei volte al secondo, emulando il tremolio di una mano negli scenari di tutti i giorni. Il sistema a cinque assi compensa anche il rollio del sensore. OPPO applica anche un movimento di rollio di 0,7 gradi nei test. Oltre al tradizionale motore OIS, il test OIS per lo spostamento del sensore (asse x/Y) e la rotazione del sensore (asse Z) sono testati anche separatamente. Nei test la velocità dell’otturatore è impostata a 167 ms, la stessa frequenza della vibrazione. Per superare il test, l’immagine deve essere nitida.

Il QE Reliability Lab di OPPO: più di 150 test e le cadute

Sono due i livelli di test condotti dalla compagnia su OPPO Find X5 Pro. Il primo livello è concentrato sull’individuare eventuali componenti difettosi o errori di fabbricazione. L’altro invece prevede l’impiego del QE Reliability Lab, al fine di replicare test più impegnativi. In questo modo l’azienda può condensare lo stress che uno smartphone può subire in alcuni anni, all’interno di un lasso di tempo più breve.

In questo laboratorio si eseguono più di 150 test, per garantire che la costruzione del dispositivo e la sua scocca in vera ceramica sia resistente sia nel tempo e alle sollecitazioni quotidiane. Tra i test, non mancano quelli che simulano le diverse tipologie di caduta. Un test prevede che il device sia inserito all’interno di una camera rotante lunga un metro. La camera può ruotare 3,5 volte al minuto, per poi cadere 300 volte da un’altezza di un metro su una superficie dura, da altezze variabile tra il metro e il metro e mezzo.

Un altro test prevede che OPPO Find X5 Pro cada oltre 28.000 volte da 10 centimetri di altezza. Questo simula le cadute quotidiane a cui si potrebbe non pensare, ma che sul lungo periodo potrebbero indebolirne la struttura.

Le temperature e le immersioni contro OPPO Find X5 Pro

Non solo resistenza alle cadute. Altri cruenti test prevedono che il dispositivo venga tenuto una settimana a 75°C e a -40°C per verificarne la resistenza alla corrosione e che insorgano altri danni. Infine viene anche immerso in acqua ad una profondità di un metro e mezzo per 30 minuti, prima di essere smontato per verificare eventuale accesso di liquidi.

Il test 5G

Al termine, dal momento che il dispositivo supporta una gamma di bande di frequenza 5G vasta, l’OTA Lab di OPPO sfrutta generatori di segnale al fine di testare l’efficacia delle antenne dello smartphone. L’obiettivo è quello di garantire che il segnale sia affidabile in tutti gli scenari, non solo durante le chiamate, ma anche durante la visione di video o nel gaming.

Il sistema di raffreddamento

Per evitare il surriscaldamento dello smartphone e mantenere il massimo livello di efficienza e sicurezza, OPPO Find X5 Pro si avvale di una ventilazione passiva, che non genera alcun rumore. I componenti sono stati incastrati con precisione su un telaio spesso meno di 9 millimetri. Ogni fase del processo è guidata dalla rilevazione della temperatura, affinché non ci siano punti caldi sul retro dello smartphone, tantomeno accumuli di calore. Il sistema di dissipazione è caratterizzato da una camera di vapore, una cavità di rame ultrasottile, dove viene iniettata una minima quantità di liquido che evapora e si diffonde al suo interno quando il calore dei componenti sottostanti ne attraversa il fondo. Dopodiché il liquido si condensa sulle pareti esterne, diffondendo il calore trattenuto su di una superficie molto più ampia e dissipandolo durante il processo.

Più è grande la camera di vapore, maggiore è la possibilità di allontanare il calore dai componenti che lo generano. Rispetto alla generazione precedente, quella presente su OPPO Find X5 Pro è del 75% più grande, ed è in grado di coprire SoC e la batteria quasi completamente. Durante la ricarica rapida o app impegnative, il calore viene distribuito in modo rapido su un’area estesa, per essere dissipato attraverso la parte posteriore del telefono. Il reparto Ricerca & Sviluppo di OPPO nel corso della progettazione ha poi scoperto che per migliorare la dispersione del calore e la resistenza dello schermo, bastava un foglio di rame racchiuso da un sottile strato di grafite. Questa soluzione aiuta a mantenere il display fresco, aumentandone la resistenza alle cadute.

OPPO Find X5 Pro

Per la scheda madre e la batteria è invece bastato una pellicola di grafene, materiale ottenuto dalla grafite attraverso un processo di sinterizzazione. La grafite viene dunque scaldata a temperature fino a 3.100 °C, un processo in cui si ottiene una pellicola di grafene di alta qualità e con la massima conduttività. Dopo anni di esperimenti e perfezionamenti, l’azienda ha ottenuto un miglioramento del 50% della conduttività termica della pellicola di grafene rispetto al processo di prima generazione.

OPPO ha anche sviluppato una soluzione attiva per migliorare le prestazioni, con la custodia Ice-Skin. L’accessorio mantiene lo smartphone fresco e protetto; il suo fulcro è la Glacier Mat, ovvero uno strato di idrogel sviluppato in collaborazione con l’Università di Wuhan. In questo modo è possibile ottenere un ciclo di raffreddamento autonomo, senza usare alcuna fonte di energia.

La batteria di OPPO Find X5 Pro

L’ottimizzazione della batteria di OPPO Find X5 Pro è basato su un chip proprietario, che utilizza due tecnologie, la Smart Battery Health Algorithm e Battery Healing Technology. La prima è in grado di tenere traccia in tempo reale del livello di potenziale energetico degli elettrodi negativi all’interno di batteria. Inoltre può regolare in maniera dinamica la valuta di carica entro un intervallo ragionevole. In questo modo si può ridurre al minimo la possibilità che si verifichi un caso di litio morto, che sorge dal sovraccarico e causa la riduzione della batteria dello smartphone. Al contempo, mantiene la massima corrente di carica. Viene così consentita una maggior durata della batteria e una velocità di carica superiore.

OPPO ha anche riferito di aver ottimizzato il sistema chimico interno della batteria del proprio smartphone attraverso la Battery Healing Technology. Questa tecnologia è in grado di riparare continuamente gli elettrodi durante i cicli di carica e scarica della batteria. In questo modo si forma una SEI (Solid Electrolyte Interface) più stabile e durevole. Inoltre è capace di mantenersi in perfetto stato, con un miglioramento delle prestazioni e di una autonomia più duratura. Secondo i test di laboratorio di OPPO, la Battery Healing Technology può mantenere la capacità della batteria all’80% dopo più di 1.600 cicli di carica-scarica.

Lo schermo

Il display AMOLED di OPPO Find X5 Pro è un pannello Bionic da 1 miliardo di colori, con diagonale da 6,7 pollici, un refresh rate da 120Hz e una calibrazione del colore a luminosità multipla. Inoltre è presente anche l’oscuramento bionico a 8.192 livelli e il supporto HDR10+. OPPO ha reso lo schermo in grado di adattare i colori a seconda del contenuto visualizzato. OPPO Find X5 Pro può fornire una copertura del 100% dello spazio colore DCI-P3 e ha ricevuto la valutazione DisplayMate A+. La luminosità arriva fino a 1.300 nits, con un minimo di 20 nits. C’è anche un filtro per la luce blu, in grado di ridurre la quantità di luce blu emessa dallo smartphone. Ci sono fino a 12 modalità di regolazione della luminosità.

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