TikTok no more: il Montana lo vieta dal 2024


Mentre diversi Paesi europei e statunitensi hanno vietato a politici e dipendenti l’utilizzo di TikTok per questioni di sicurezza, il Montana è il primo stato americano a vietare ufficialmente l’app di Bytedance a partire dal prossimo anno. Non certo un fulmine a ciel sereno: nelle ultime settimane si è discusso molto dell’applicazione, mentre si era a conoscenza che lo il quarto Stato americano più grande avrebbe votato in parlamento una legge che avrebbe chiesto la messa al bando del social di origine cinese. Ma l’ufficialità è di queste ore, quando anche l’ultimo iter legislativo ha sentenziato il ban.

Sono numerosi i sospetti che circolano sull’app, circa delle non del tutto chiare modalità con cui essa potrebbe avere legami con il governo di Pechino. I maggiori critici e fautori della legge, sarebbero condivisi dati al fine di effettuare uno spionaggio dalla Cina nei confronti degli Stati Uniti, attraverso le informazioni condivise sulla piattaforma dai singoli utenti, dipendenti pubblici e federali. Benché non ci sia un’effettiva chiarezza tra il legame della compagnia Bytedance e gli apparati statali cinesi, è però emerso da alcuni studi, che sarebbero sensibili e inusuali i dati che l’app potrebbe prelevare, come ad esempio le password.

Gli USA avevano mostrato intenzione di bandire l’applicazione già il mese scorso; ora è invece ufficiale che il Montana vieterà la piattaforma, conquistando il primato in territorio statunitense. Sarà prevista una multa fino a 10.000 dollari al giorno agli store che consentiranno di scaricare TikTok o anche solo accedervi, a partire da gennaio 2024. Fino ad allora potrebbero cambiare molte cose, come le intenzioni del Congresso, la possibilità che la società cinese faccia chiarezza sui rapporti con il governo di Pechino, o svincolarsi dallo stesso, benché poco probabile.

Tuttavia gli utenti non dovranno temere alcuna multa, come ricorda la CNN. Aziende come Google e Apple dovranno trovare il modo di inibire il download dalle loro piattaforme, senza escluderlo da altri Paesi. C’è la possibilità dunque che, come successo per ChatGPT in Italia, gli utenti in grado di farlo, potranno continuare ad accedere tramite VPN.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.