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Samsung, l’evoluzione delle fotocamere della Serie S

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Attraverso un post pubblicato su suoi canali, Samsung ripercorre l’evoluzione delle fotocamere della Serie S a partire dal Samsung Galaxy S fino al recente S21. Un percorso iniziato nell’ormai lontano 2010, al lancio del primo esponente della Serie S, ma che trova le sue radici addirittura nel 2000, quando Samsung mise in commercio il suo primo cellulare con fotocamera, il Samsung SCH-V200.

Serie S: dai 5 Mpixel ai 108 Mpixel

Paragonare l’ultimo S21 al primo, fa quasi spavento. La fotocamera più evoluta ora dispone di un sensore da 108 Mpixel, un’evoluzione impressionante se confrontata con la fotocamera da 5 Mpixel del primo Galaxy S del 2010. La fotocamera disponeva di funzioni di autofocus, riconoscimento facciale, e la modalità Panorama. L’anno seguente venne presentata la seconda generazione, che introduceva un sensore da 8 Mpixel e un Flash LED. Tra le funzioni aggiunte, una funzionalità per trasformare gli scatti in immagini disegnate a mano libera.

 Serie S: Samsung Galaxy S
Il capostipite Samsung Galaxy S

Samsung Galaxy S3 arriva nel 2012, la fotocamera è sempre da 8 Mpixel, ma questa volta supporta la possibilità di scattare fino a 20 foto consecutive in 3,3 secondi. Presentava anche una funzione in grado di scegliere lo scatto migliore tra 8 foto consecutive. La quarta generazione della Serie S si avvaleva di una fotocamera da 13 Mpixel, accompagnata da una funzione Dual Shot che permetteva di creare un’unica immagine con ritratti scattati dalla fotocamera principale e posteriore.

Serie S: Galaxy S5
Samsung Galaxy S5

Arriva l’HDR con la quinta generazione

Samsung Galaxy S5 introduceva funzionalità di HDR con la fotocamera da 16 Mpixel; con la sesta generazione, l’azienda sudcoreana permetteva la possibilità di lanciare l’app della fotocamera in 0,7 secondi, semplicemente cliccando due volte sul tasto Home. Il sensore previsto su Galaxy S7, era dual pixel, una tecnologia in grado di scattare foto accettabili anche in situazioni di scarsa luminosità. S8 disponeva di un algoritmo che selezionava la foto migliore di tre scattate consecutivamente. Sono state introdotte su questo modello anche le gesture per il controllo dei filtri, delle modalità, o delle varie fotocamere.

Serie S: Galaxy S7
Samsung Galaxy S7

Samsung Galaxy S9 venne venduto con la particolarità della doppia apertura, selezionata in autonomia dal device a seconda delle condizioni di luce. Inoltre venne introdotta anche la modalità Super Slow-mo in grado di registrare video in slow-motion a 960 fps, che potevano essere salvati anche come gif. Anche le AR emoji vennero introdotte con la nona generazione.

Con l’arrivo del 2019 venne presentato il Samsung Galaxy S10; il reparto fotografico poteva ora contare sulla Super Steady Mode, funzionalità che migliorava la stabilizzazione video, principalmente pensato per le attività in movimento. La fotocamera grandangolare da 16 Mpixel contava invece una lente grandangolare che cercava di replicare il campo di visione dell’occhio umano.

Siamo quasi ai giorni nostri, quando nel 2020 con Samsung Galaxy S20 Ultra equipaggiava la fotocamera da 108 Mpixel, capace di arrivare fino ad un Super Zoom da 100x. I video si possono registrare ora in 8K e ritorna la Super Steady Mode. Infine eccoci al Samsung Galaxy S21 Ultra, che si laurea come primo smartphone ad equipaggiare due fotocamere tele; i video possono essere registrati in 4K a 60 fps su ogni fotocamera.

Cosa si inventerà Samsung per il 2022? Verrà introdotta la famosa fotocamera da 200 Mpixel di cui si vociferava nei mesi scorsi? Abbiao un anno per scoprirlo.

Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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