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OPPO Reno6 5G

Recensione OPPO Reno6 5G, equilibrio tra design/foto

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OPPO Reno6 5G è stato presentato in India quasi tre mesi fa, ma il suo arrivo in Italia è più recente. Si tratta di uno smartphone che cerca di distinguersi con un design inedito rispetto a quanto visto sul mercato, pur paradossalmente ricordando nei profili i melafonini. A parte ciò è un dispositivo di fascia media, sviluppato per spiccare principalmente lato fotografico e lato gaming. Attualmente è acquistabile al costo di 499 euro su Amazon (attenzione ad eventuali coupon), ma come si comporta? Lo abbiamo provato per voi.

Confezione OPPO Reno6 5G

OPPO Reno6 5G è distintivo persino nella confezione. O almeno, nella colorazione. Un verde che potremmo definire latte-menta, in cui è contenuto, oltre ovviamente lo smartphone, l’alimentatore, il cavo e la cover in silicone, sufficientemente rigida e ben aderente allo smartphone.

OPPO Glow: ecc la costruzione e il design di OPPO Reno6 5G

Il design di OPPO Reno6 5G è un ossimoro. Vuole distinguersi, assomigliando ad altri. La parte posteriore è dominata dal design che l’azienda definisce “OPPO Glow“. Si ispira al fenomeno naturale della cristallizzazione della neve al punto di congelamento. Come spiegato nella presentazione, consiste in una tecnica di lavorazione del vetro complessa e che prevede quasi cinquanta passaggi e un anno di ottimizzazione. Per quanto possa distinguersi e donare effetti e giochi di luce anche gradevoli, è comunque un tratto distintivo, ma molto soggettivo.

OPPO Glow, OPPO Reno6 5G design

Chi scrive apprezza l’impegno nel proporre qualcosa di diverso, ma non ama particolarmente questa fantasia, tuttavia non la boccia nemmeno. Come detto è soggettivo e può piacere come non piacere, tenendo presente che c’è comunque anche la colorazione nera, ben più sobria. Per quanto ci si possa impegnare, è difficile invece non ricondurre l’aspetto dei profili ai dispositivi di Apple. Scelta non molto comprensibile, dal momento che l’aspetto esteriore ha invece una certa e apprezzabile personalità e creatività.

OPPO Reno6 5G, tasto di accensione e per attivare Google Assistant.
I profili ricordano troppo i dispositivi di Apple.

Estetica a parte, il telefono impugnato conferisce una sensazione di compattezza, robustezza e solidità. Non è scivoloso e nonostante le dimensioni non proprio contenute, è agevole l’utilizzo con una mano. La fotocamera nella parte posteriore sporge ed è instabile quando posato su di una superficie, rendendo quasi obbligatorio l’utilizzo della cover contenuta nella confezione. Per quanto riguarda porte ed espansioni, nel profilo inferiore troviamo uno slot per due SIM, microfono, USB Type-C e uno speaker.

Il profilo inferiore di OPPO Reno6 5G.

Per quanto riguarda l’audio, è solo buono, ma di qualità dignitosa e dall’elevato volume. Un peccato che non sia stereo, per le funzionalità del display a supporto un audio ancor migliore non avrebbe guastato. Nel profilo destro il tasto di accensione che può essere utilizzato anche per attivare Google Assistant. Liscio il profilo superiore, mentre in quello sinistro il bilanciere del volume diviso in due tasti. Le dimensioni dello smartphone sono infine di 156,8 x 72,1 x 7,5 mm e pesa circa 182 grammi.

Display, sensori e capsula auricolare

Lo schermo utilizzato da OPPO Reno6 5G è da 6,4 pollici, con risoluzione Full HD+ da 2.400 x 1.080 pixel. La frequenza d’aggiornamento è da 90Hz, con touch sampling rate da 180Hz. La luminosità massima è di 750 nits. Tutto questo si traduce con uno schermo di tipo AMOLED di una più che buona qualità, i colori appaiono naturali e fedeli, ma come sempre si possono personalizzare temperatura e tonalità secondo il gradimento dell’utente. Bene la visualizzazione dei contenuti anche sotto la luce diretta del sole.

Lo schermo è interrotto in alto a sinistra da un foro in cui è contenuta una fotocamera anteriore utile allo sblocco del volto, che avviene rapidamente e che non riconosce il volto se coperto da mascherina. Integra inoltre un sensore di impronte digitali, che è meno performante rispetto allo sblocco con il volto. Impiega qualche tempo di troppo nel riconoscimento dell’impronta , per chi va di fretta è preferibile utilizzare il riconoscimento biometrico tramite fotocamera.

Sopra allo schermo una buona capsula auricolare, con un buon volume. Di fianco un sensore, il Light-Sensing a 360°, presente anche nella parte posteriore. Sono utili a gestire più accuratamente la luminosità automatica dello schermo. Il pannello, con protezione Corning Gorilla Glass 5, è in definitiva un ottimo pannello, sia per i contenuti, sia per il gaming.

Hardware e performance

A differenza della versione Pro che integra uno Snapdragon, nella versione base troviamo un SoC di MediaTek, il Dimensity 900. Con connettività 5G, lo smartphone adopera 8 GB di RAM e 128 GB di storage. L’utilizzo è fluido, la ColorOS è stata aggiornata nel corso della nostra prova alla versione 11.3. Nell’utilizzo di tutti i giorni e nel gaming il telefono risponde bene, c’è solo una fase in cui non sembra reattivo ed è solo quella in cui il sensore di impronte è in funzione.

Per il resto il telefono si può utilizzare anche intensamente senza riscontrare ostacoli, surriscaldamenti o rallentamenti. Anche l’autonomia è ottima, con un utilizzo intenso si arriva comodi a sera, con un 30% circa di carica rimanente, dimostrandosi dunque un telefono affidabile. La batteria è da 4.300 mAh e supporta la ricarica rapida da 65W, inoltre c’è la possibilità di fornire energia ad altri dispositivi grazie alla ricarica inversa, attivabile tramite cavo, proprio come OPPO Find X3 Neo. Sul sito ufficiale, tutte le specifiche tecniche.

Reparto fotografico OPPO Reno6 5G

Il reparto fotografico nella parte posteriore conta su tre sensori, quello principale da 64 Mpixel con apertura f/1.7, una fotocamera grandangolare da 8 Mpixel con lente da 120° e una macro da 2 Mpixel. Non vi è menzione nelle specifiche del dispositivo della presenza di uno stabilizzatore ottico, che avremmo gradito. Di giorno le immagini sono buone, ma i colori non sono sempre fedeli; il software tende ad andare in crisi con quantità di luce abbondanti, con sovraesposizioni evitabili. Bene di sera, anche se tendono a prodursi immagini con una seppur minima quantità di rumore digitale. Abbiamo apprezzato invece la qualità dello zoom digitale; certo, come è normale si perde un po’ di dettaglio, ma le immagini sono utilizzabili nonostante lo zoom, ma senza esagerare. Non facilmente ottenibili per chi ha poca pazienza invece le foto ottenute con la fotocamera macro, anche di giorno.

Le foto sopra sono state scattate con la fotocamera grandangolare e la fotocamera standard. Ambo le immagini hanno colori abbastanza naturali, anche se il soggetto non ha un colore corrispondente alla realtà, che invece curiosamente mostra, quando si va a zoomare. Piacevole il fatto che nonostante lo zoom, non c’è una sensibile perdita di qualità dell’immagine.

Lo zoom si comporta egregiamente. Colori corrispondenti alla realtà nella foto a sinistra; in quella a destra si incomincia a vedere una perdita di dettaglio e colori non naturali, ma con una qualità dignitosa e accettabile, trattandosi di una fotocamera priva di zoom ottico. Tutto questo ovviamente, a patto che la luce sia abbondante e che non si esageri con lo zoom, diversamente otterremo immagini non utilizzabili.

Molto bene di sera. La gestione dell’esposizione è paradossalmente migliore di sera anziché di giorno. Sui display grandi si può notare una produzione di rumore digitale, ma le immagini sono di una buona qualità. Non decisamente il miglior smartphone per ottenere immagini di sera, ma tra i migliori, sì. Certo è che se si zooma, la qualità decade velocemente, diversamente da quanto accade di giorno.

Si potrà utilizzare di giorno con risultati godibili, ma dopo il crepuscolo meglio utilizzare la fotocamera standard o, al massimo, quella grandangolare. Nelle foto sottostanti invece due ritratti. Di giorno con luce abbondante il software va un po’ in crisi e può produrre immagini con alcune zone sovraesposte. Invece con la modalità ritratto, il soggetto è ben staccato dallo sfondo, con immagini di buona qualità e una piacevole sfocatura. Di giorno bene anche la fotocamera per i selfie, con conseguente perdita di qualità in condizioni di luce complicate.

…e OPPO Find X3 Lite?

Pur essendo più recente, lo smartphone va a creare una concorrenza interna con Find X3 Lite. Le differenze? Principalmente il chipset e ovviamente l’estetica. Su Find X3 Lite abbiamo il più rodato (ma meno recente) Snapdragon 765G, ma anche il MediaTek presente su Reno non ha nulla da recriminarsi, anzi. Abbiamo in più una fotocamera, solo da 2 Mpixel, per il calcolo della profondità di campo, ma anche di questa non si sente la mancanza. Ma in più ha anche il jack audio. E costa 150 euro in meno. Insomma Reno6 è una versione più aggiornata del Find X3 Lite, ma contro cui perde la battaglia (interna) del prezzo, perché meno recente.

Conclusioni

OPPO Reno6 5G è in definitiva un buon telefono, valido per il gaming e l’uso di tutti i giorni. Prova a fare il camera phone, ed è un lavoro che gli riesce a metà. Le immagini di sera sono buone, ma c’è del rumore digitale, di giorno lo zoom si comporta bene, ma ogni tanto propone immagini non proprio vicine alla realtà e con incertezze nell’esposizione. La mancanza di uno stabilizzatore ottico non è gravissima, in realtà nel corso della prova non abbiamo sentito l’esigenza di questa caratteristica, se non nella registrazione dei video. L’unico appunto è forse il prezzo leggermente elevato. Ma chi vuole orientarsi sul modello di questa prova lo trova fuori dal proprio budget, in realtà ha sempre l’opzione OPPO Find X3 Lite.

Videorecensione

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Roberto Cosentino
Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.