HUAWEI WATCH BUDS: Che svolta! | La recensione


Un tempo ci si lamentava perché i fili degli auricolari si intricavano creando nodi che si potevano sciogliere dopo ore di ragionamenti che nemmeno in una finale di scacchi. Poi sono arrivati gli auricolari Bluetooth, più costosi e forse dapprima non comodissimi, ma che hanno risolto il problema dei fili… portandone uno nuovo. Le custodie di ricarica. Chi scrive ha perso il conto delle volte in cui si è dimenticato la custodia con gli auricolari sotto carica, in zaini, pantaloni o perse e ritrovate dopo mesi. Infine è arrivata la soluzione definitiva: HUAWEI Watch Buds, uno smart watch che si apre e al cui interno nasconde un paio di auricolari Bluetooth. La svolta.

Chiariamoci, non è un miracolo della tecnologia e nemmeno un’idea sensazionale: è un’idea semplice, costruita meticolosamente e che funziona molto bene. E che risolve un problema, logistico e di funzionalità. Avere gli auricolari all’interno di un orologio è certamente una sfida ingegneristica (ne parleremo poi) ma consente di non doversi preoccupare più di caricare la custodia o ricordarsi dove è stata messa l’ultima volta. Lo smartwatch invece puoi sempre indossarlo, anche mentre si dorme e al contempo avere gli auricolari sempre con sé. Ovviamente ci sono anche dei contro, che scopriremo nel corso della recensione.

Confezione

La confezione è cubica, elegante e abbastanza voluminosa. Al suo interno l’orologio con un elegante e comodo cinturino (non sintetico, vivaddio) la base di ricarica con cavo (purtroppo non intercambiabile) e due gommini di dimensione diversa di ricambio per gli auricolari. Il caricatore è il HUAWEI Watch Wireless Super Charger in ceramica ossidata ad alta conducibilità termica.

HUAWEI Watch Buds

Design HUAWEI Watch Buds

Iniziamo partendo dall’orologio. Il design è elegante, la colorazione nera è perfetta per qualsiasi occasione. Le dimensioni sono un po’ ingombranti, ma leggermente inferiori a GT3 Pro. Non è per niente pesante ed è adeguato anche per un polso magro, come quello di chi scrive. Il corpo dell’orologio è in acciaio inossidabile, robusto e in grado di resistere alla corrosione. Un processo di levigatura artigianale lo rende lucido, mentre la struttura prevede una tecnologia di saldatura laser di precisione. Alla base prevede un tasto con dei rilievi, alla cui pressione apre il meccanismo pop-up, con apertura istantanea. Un’animazione sul display accompagnerà l’apertura dell’orologio, che mostrerà l’alloggio magnetico degli auricolari. Le buds sono agganciate alla parte interna rispetto a dove è posizionato il display, mentre la parte superiore della base prevede delle scavature che circondano gli auricolari. Al centro il logo di HUAWEI tra le due cuffie.

L’alloggio è sì magnetico ma bisognerà fare attenzione comunque ad un posizionamento corretto, altrimenti non sarà mostrato il livello di ricarica e nemmeno fornita la carica nel corso della chiusura. HUAWEI ha riferito che l’orologio e le buds hanno subito un processo di miniaturizzazione, compreso l’albero rotante, progettato per garantire fluide aperture e chiusure. Secondo il brand cinese, il prodotto resiste fino a 100.000 cicli di apertura e chiusura, con stress test fino a 5 kg. Due basi placcate in platino accolgono inoltre gli auricolari e che forniscono energia. Nella parte sottostante, a contatto con il polso, i sensori. La rotella funziona solo alla pressione e permette di accedere alle impostazioni. Il design dell’orologio è caratterizzato da un elegante motivo Clous de Paris, con una trama delicata con brillantezza metallica. Gli amici vegani non apprezzeranno la pelle di vitello, ma è il primo orologio con funzioni smart privo di quei cinturini sintetici (almeno, nella nostra esperienza) che alle volte lasciano segni e che fanno sudare la pelle. Forse una finta pelle sarebbe stata più etica e avrebbe accontentato tutti, ma il cinturino è comodo, piacevole e dopo tanto tempo con cinturini sintetici, davvero gradito. E soprattutto, non si sente addosso nel corso dell’utilizzo, a differenza di altre soluzioni.

Lo schermo dell’orologio

Molto bene lo schermo AMOLED da 1,43 pollici con risoluzione da 466 x 466 pixel. Il vetro è in silicato di alluminio e litio, per garantire resistenza e durabilità. Rispetto a GT3 è più resistente del 25% e più sottile, secondo quanto riferito dal brand cinese.

HUAWEI Watch Buds

I quadranti preinstallati sono colorati, eleganti e piacevoli, attraverso l’app HUAWEI Health se ne possono scegliere di diversi. Si possono inoltre customizzare o acquistare. La base gratuita è comunque nutrita e piacevole. Lo schermo nella nostra prova si è dimostrato resistente e non soffre troppo le ditate.

Design e vestibilità degli auricolari

Gli auricolari sono caratterizzati da un inconsueto design cilindrico ottagonale. Sono rivestiti da polimeri e placcature in platino, inoltre sono intercambiabili. Sono costruiti in modo che possano utilizzare una tecnologia di identificazione adattiva, ovvero adatti per ambo le orecchie. Possono dunque correggersi in base al canale uditivo, con un’inclinazione del capo. Prevedono un sensore IMU (Unità di Misurazione Inerziale) che misura l’accelerazione della velocità angolare in base al movimento dell’utente. Inoltre possono adeguarsi in maniera automatica e smart, inoltre possono adattarsi alla fisionomia del canale di ogni utente. Dispongono di un microfono intrauricolare che rileva i cambiamenti del segnale sonoro nel canale uditivo, in modo da adattare la qualità del suono a seconda dell’utente.

HUAWEI Watch Buds

Nel complesso si indossano bene, non sono invadenti e fastidiosi come i classici in-ear e sono leggeri: il loro perso è di appena 4 grammi. Richiedono comunque una pulizia approfondita e forse più minuziosa nonostante il design più “semplice” a livello di forma. Non sono però molto stabili e se ci si muove troppo, possono scivolare via. Meglio non utilizzarli nell’allenamento, ciononostante dispongono della certificazione IP54. Secondo quanto si legge sul sito di HUAWEI, la polvere non può essere completamente evitata, ma la quantità di polvere intrusa non influisce sul normale funzionamento del prodotto. Ha un livello di impermeabilità 4, che non consente l’immersione del prodotto, ma impedisce agli spruzzi di penetrare nel device. Particolare attenzione anche quando ci si lava le mani, in caso contrario andrebbe asciugato tempestivamente.

Le funzionalità e l’ascolto

Nonostante la forma insolita, supportano i comandi touch Wide Area, con rilevamento delle vibrazioni per la gestione dei comandi. Due microfoni, per rilevare l’audio, mentre il sensore di conduzione ossea è in grado di captare le voci e i suoni ambientali. La voce viene assorbita e distinta dai rumori di fondo. Il tutto viene elaborato da un algoritmo di riduzione del rumore DNN (rete neurale profonda) che cancella il disturbo e migliora la voce. Si possono collegare ad altri device, ma devono essere comunque controllati dall’orologio.

Il nostro interlocutore nel corso della prova, ha ascoltato la voce di chi scrive in modo chiaro e pulito. Anche la sua voce era chiara e di alta qualità. Un po’ meno di qualità l’ascolto della musica, ma non possiamo essere troppo pretenziosi. La tecnologia concentrata in questo prodotto è rilevante, non è di certo indicato per gli amanti della musica ad altissima qualità, ma si rivolge a chi vuole un concentrato di tecnologia in grado di ospitare sempre e ovunque gli auricolari, in modo da non perderli o dimenticarli. Dunque l’ascolto e buono, non ottimo, ma sempre piacevole.

L’autonomia e le performance

HUAWEI riferisce che il prodotto può garantire fino a tre giorni di autonomia, una settimana in modalità risparmio energetico; tale modalità caricherà gli auricolari solo quando sotto carica l’orologio. In realtà molto dipende dall’utilizzo degli auricolari, che richiedono una discreta quantità di energia ad ogni ricarica. Nella nostra prova, con circa un’ora di telefonate al giorno e rilevamenti di SpO2 e frequenza cardiaca automatica, abbiamo sfiorato la settimana, senza però allenamenti o ascolto eccessivo di musica. Chi farà un ampio uso degli auricolari, potrebbe effettivamente riscontrare almeno tre giorni di autonomia. Difficile fare una stima, in quanto l’utilizzo degli auricolari può variare di giorno in giorno e da persona a persona. Per quanto riguarda le performance, il dispositivo è scattante e rapido. Molto reattiva l’accensione del display al movimento del polso, così come la navigazione nelle varie opzioni e tool all’interno della HarmonyOS 3.

Il software di HUAWEI Watch Buds

A bordo dell’orologio abbiamo HarmonyOS 3, che si collega all’app HUAWEI Health. Abbiamo provato lo smartwatch su Android, iPhone e HUAWEI nova 9 SE. Sul realme GT Neo 2 5G con la realme UI 4.0 e Android 13 è stato impossibile ricevere le notifiche. Diversamente su altri telefoni Android come Motorola o con iPhone 12 mini aggiornato ad iOS 16 le notifiche si ricevevano senza alcun tipo di problema. L’app HUAWEI Health su iPhone ha però una traduzione che lascia a desiderare, con alcune sezioni ancora in cinese. Ovviamente nessuna problematica sul HUAWEI che aveva invece qualche funzione disponibile in più. Ad esempio si potranno installare nuove app da AppGallery. Non sarà una nutrita selezione, ma qualche app interessante si potrà installare.

Conclusioni

HUAWEI Watch Buds costa 499 euro. Un costo sicuramente significativo, ma giustificato dall’elaborato processo di realizzazione e dal fatto di disporre di due prodotti in uno, per altro caratterizzati da un design di pregio, così come i materiali di cassa e cinturino. A HUAWEI il merito ingegneristico e di carattere di averlo ideato e progettato, nonché immesso sul mercato. Un prodotto costoso sì, ma di cui è difficile non innamorarsi, per qualità, funzionalità e comodità. Attualmente è unico del suo genere e le sue performance di vendita ci diranno in futuro se altri brand prenderanno spunto da quello cinese. Chi scrive ne è rimasto entusiasta, non per la qualità dell’audio durante la riproduzione di musica, ma per un mero discorso di praticità e funzionalità.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.