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Giornata mondiale dei genitori
Gli esperti consigliano di tenere i più piccoli lontani dai telefoni il più possibile.

Per la Giornata Mondiale dei Genitori ecco 5 consigli di Wiko e Kaspersky per educare i figli al digitale

Sono sempre di più le risorse che le aziende informatiche mettono al servizio dei genitori meno ferrati nella tecnologia, per aiutare i figli o i minori all’approccio al digitale. Ci sono risorse gratuite come Interland, di Google con la collaborazione di altre aziende e istituzioni, che cercano di introdurre i minori al digitale. Ci sono poi libri come “Mio figlio non riesce a stare senza smartphone“, che vuole essere un aiuto per chi non sa come distrarre la propria prole dai dispositivi elettronici. Poi ci sono Wiko (che ha da poco presentato Power U30) e gli esperti di cybersecurity di Kaspersky che per celebrare la Giornata Mondiale dei Genitori che si terrà il 1° giugno, hanno stilato una serie di consigli, che vogliono essere un aiuto per educare i più piccoli al digitale, in cinque punti.

Con questa guida Wiko e Kaspersky, intendono dare un supporto a chi desidera imparare a monitorare le attività dei figli, tenendo sotto controllo i potenziali cyber-rischi e impostare dei sani limiti, senza demonizzare la tecnologia e gli smartphone. Una guida che arriva dopo una trasformazione digitale che ha costretto istituzioni, scuole e famiglie a lanciarsi a capofitto nel mondo digitale, alle volte senza proprio una guida o delle indicazioni per la sicurezza e sane abitudini. Ecco di seguito quindi i cinque punti stilati da Wiko e Kaspersky.

1- STABILIRE DELLE REGOLE MOTIVANDOLE

Una volta acquistato uno smartphone o si affida ai figli un dispositivo elettronico, la prima cosa da fare sarebbe discutere apertamente con loro cosa sia opportuno fare e cosa no, secondo l’età. Inoltre sarebbe bene informare i figli sui potenziali rischi e sui problemi legati all’eccessivo utilizzo. In questo modo si potrà motivare e giustificare il perché sia utile e necessario porre dei limiti da rispettare.

2 – DIVENTARE “CONSIGLIERI” DEI PROPRI FIGLI

Partecipare attivamente e da subito alle attività svolte online dai più piccoli, permetterà ai genitori di essere percepiti come dei “consiglieri”. In questo modo i figli si sentiranno a proprio agio anche nel raccontare quello che accade mentre navigano o giocano, con la possibilità di eliminare sul nascere potenziali esperienze spiacevoli o pericolose.

3 – CONTRASTARE LA CULTURA DEL “CONDIVIDERE TUTTO”

I più piccoli sono meno inclini a riconoscere i pericoli insiti nel “condividere tutto”. Per questo è necessario essere molto espliciti sui potenziali rischi che si possono generare condividendo dati sensibili, posizione o prestare consensi su siti poco affidabili. Importante sottolineare l’importanza di trattare gli altri come loro stessi vorrebbero essere trattati. Una corretta educazione al digitale può prevenire anche cyber-bullismo.

4 – “SAGGEZZA ED ESPERIENZA GENERALE” CONTRO “ABILITÀ TECNOLOGICA E NATIVI DIGITALI”

Teoricamente i genitori dovrebbero essere molto più esperti sulle insidie di Internet, dall’altra parte, i più giovani, dovrebbero essere maggiormente a proprio agio con la tecnologia e gli smartphone. Secondo Kaspersky e Wiko bisognerebbe incoraggiare a uno scambio di informazioni, in modo che ognuno possa imparare qualcosa dall’altro.

5- ADOTTARE UNA SOLUZIONE DI PARENTAL CONTROL E CREARE UN ACCOUNT FAMIGLIA

Una soluzione di sicurezza che sia dotata di parental control è consigliabile per un ulteriore aiuto. L’utilizzo è semplice e imposta delle regole su smartphone e pc usati dai bambini, ma anche per proteggere dai rischi per la sicurezza e dalle minacce informatiche. Con un account famiglia i genitori potranno monitorare e gestire le attività dei propri figli, scegliendo i contenuti adatti agli interessi di ogni componente della famiglia. Inoltre si può prevenire o bloccare l’accesso a contenuti o app inappropriati.

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Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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