Meta annuncia Quest+, un abbonamento in VR

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A poche settimane di distanza da una bella scossa nel mondo della realtà virtuale, con la presentazione di Meta Quest 3 e Apple Vision Pro, la compagnia di Mark Zuckerberg ha poche ore fa annunciato il programma di abbonamento Meta Quest+, per “navigare di meno e giocare di più“.

Meta Quest+ a caccia di gamer

Non è stato riferito quando il programma arriverà in Europa, ma quel che è certo è che gli ultimi headset di Meta arriveranno in Italia in autunno. Negli USA si parte da un prezzo di 7,99 dollari al mese o 59,99 dollari annuali, con un risparmio del 37%. La spesa consentirà di accedere a due titoli VR selezionati ogni mese. Inoltre chi si iscrive entro il 31 luglio, il primo mese sarà acquistabile ad un dollaro. Si rivolge ai possessori di Meta Quest 2, Quest Pro e Quest 3.

Come funziona

Gli appassionati di giochi VR possono aspettarsi un’esaltante novità ogni primo del mese con il servizio di abbonamento Meta Quest+. La piattaforma offre due giochi nuovi da scaricare, giocare e padroneggiare. Per inaugurare l’offerta, Meta Quest+ ha abbinato l’adrenalinico sparatutto in prima persona, “Pistol Whip“, sviluppato da Cloudhead Games e l’avventura arcade nostalgicamente ispirata, “Pixel Ripped 1995“, creato da ARVORE Immersive Experiences. Per agosto, gli abbonati possono aspettarsi l’affascinante esperienza di social VR in “Walkabout Mini Golf” di Mighty Coconut, così come l’azione frenetica di costruzione di armi e sparatutto in “MOTHERGUNSHIP: FORGE” di Terrible Posture Games.

Ogni gioco riscattato rimane disponibile per l’abbonato fintanto che l’abbonamento è attivo, facendo accumulare un valore crescente nel tempo. Per garantire la massima flessibilità, gli utenti possono annullare l’abbonamento in qualsiasi momento. E, se in seguito si sceglie di riattivarlo, si riacquista l’accesso a tutti i giochi ottenuti durante il periodo di abbonamento a pagamento originale.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.