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La data di attivazione garanzia non coincide con l’acquisto? Ecco perché


Bazzicando su alcuni gruppi di Facebook di appassionati di telefonia, ci siamo imbattuti nella discussione iniziata da un utente che riportava un’esperienza piuttosto singolare. Marco (nome di fantasia) ha acquistato un OPPO Find X5 Pro nuovo da un venditore su eBay, con più del 99% di feedback positivi. Per diversi motivi, ha voluto verificare lo stato della garanzia dal sito del produttore e ha scoperto che la data di attivazione è avvenuta da due mesi prima dell’acquisto e dunque non coincide con quella della sua vendita. Lecito chiedersi se fosse un prodotto nuovo, usato, ricondizionato e dunque un tentativo di truffa. Ma quello di Marco non è un caso isolato.

A cosa serve la data di attivazione?

Alcuni produttori, come Apple o OPPO, prevedono l’inizio della garanzia a partire dall’attivazione del dispositivo. Ad ogni modo, per legge, devono essere coperti dalla stessa per 24 mesi e fa fede la data della prova d’acquisto. utilizzano una data di attivazione della garanzia come un modo per tracciare quando un prodotto è stato effettivamente messo in uso per la prima volta. Questo può essere particolarmente utile per prodotti ad alta tecnologia come smartphone o computer, dove la durata della garanzia è spesso direttamente correlata alla durata di vita attesa del prodotto. L’attivazione della garanzia può avvenire in diversi momenti a seconda del produttore:

  1. Al momento dell’acquisto: Questo è il metodo più comune. La garanzia inizia il giorno in cui si acquista il prodotto.
  2. Al momento della consegna: In questo caso, la garanzia inizia quando il prodotto viene consegnato al cliente. Questo metodo è spesso utilizzato per i prodotti venduti online.
  3. Al momento dell’attivazione: Per alcuni prodotti, come gli smartphone, la garanzia può iniziare quando il dispositivo viene attivato per la prima volta. Questo può essere fatto inserendo una SIM card nel telefono o collegando il dispositivo a Internet.

Quest’ultimo metodo può causare confusione se un prodotto è stato attivato (ad esempio, per testare il suo funzionamento) prima di essere venduto come nuovo. In questi casi, la garanzia può apparire come se fosse già stata attivata, riducendo così il periodo di copertura effettivo per il cliente. Ma è davvero così?

La garanzia in Italia

Come riporta il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la garanzia legale di conformità per le merci assicura al consumatore il diritto a prodotti privi di difetti al momento della consegna. Per i beni nuovi, la durata di tale garanzia è di due anni, mentre per quelli usati può essere ridotta a un anno. Il venditore ha la responsabilità di riparare eventuali difetti di conformità e, in caso di problemi, il consumatore deve rivolgersi a lui. Il consumatore ha l’obbligo di notificare al venditore eventuali difetti, entro un periodo massimo di 26 mesi dalla consegna del bene. Di fronte a un difetto di conformità, il venditore deve offrire la riparazione o la sostituzione del bene. Se ciò non è possibile, il consumatore può richiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.

Per quanto riguarda la questione dei prodotti “ricondizionati” o “come nuovi”, la legge italiana stabilisce che questi prodotti devono essere chiaramente contrassegnati come tali. Il venditore ha l’obbligo di informare il consumatore della condizione del prodotto e di eventuali difetti o danni. Se un prodotto è venduto come nuovo quando in realtà è stato utilizzato, anche solo per un breve periodo, questo potrebbe costituire una violazione del diritto dei consumatori.

Garanzie attivate prima dell’acquisto? Truffa o “normalità”?

Nel caso dell’utente il problema è singolare. Ha acquistato un telefono nuovo, ma per cui era già presente una garanzia attiva, o meglio, una data di attivazione risalente due mesi prima al suo effettivo acquisto. L’acquirente ha riferito al venditore la problematica. Costui ha risposto che vendono esclusivamente telefoni nuovi e sigillati. Marco ha in effetti riferito che il telefono era sigillato e la confezione intonsa. L’utente ha anche riferito di aver contattato l’assistenza OPPO telefonicamente la quale ha comunicato che possa trattarsi di un usato rimesso nel mercato sigillato o di un reso rimesso in vendita sigillato. L’assistenza ha inoltre riferito che il dispositivo proviene dal mercato francese (cosa nota all’acquirente) e il telefono non nuovo. Il venditore ha comunque restituito l’intera somma all’utente, che ha reso infine il telefono al venditore.

Ma non è stato un episodio unico. Un altro utente che ha partecipato al post di Marco ha riferito di aver acquistato un OPPO Find X3 Neo (usato) a brand Vodafone, sebbene non avesse alcuna caratteristica che riconducesse alla compagnia telefonica. Acquistato su Amazon a dicembre 2022, anche questa volta la garanzia risaliva a giugno 2022. Un ennesimo acquirente ha riferito di aver acquistato un OPPO Reno6 Pro 5G su eBay nel corso del Black Friday. Anche questo un venditore professionale, che ha però avuto la premura di riferire all’utente, prima dell’acquisto, che il telefono in questione era effettivamente nuovo, ma nato in origine brandizzato con un operatore telefonico francese. Dopodiché il telefono ha subito una debrandizzazione, per essere immesso sul mercato libero. In questo caso lo smartphone aveva una garanzia partita un mese prima, ma la garanzia di conformità era di due anni dalla data di acquisto (come deve essere per legge).

La garanzia OPPO

La garanzia OPPO vale, come per legge, 24 mesi. Essa copre malfunzionamenti durante un utilizzo normale. L’utente può richiedere riparazione o sostituzione, ma l’azienda può riparare il dispositivo anziché sostituirlo se eccessivamente onerosa come operazione. Per far valere la garanzia la prova di acquisto deve essere valida, ma nel caso dovesse essere perduta, OPPO applicherà una garanzia di 24 mesi dal giorno dell’attivazione del dispositivo o dal 90° giorno alla data di produzione dello stesso.

Ed è proprio in questo caso che sorge l’effettivo problema. Nel caso della perdita della prova di acquisto, è la data di attivazione a fare fede. Se però come successo nei casi sopra riportati, la data di attivazione precede e di diverso tempo l’effettivo acquisto, l’utente può andare incontro a guai se dovesse incorrere in problemi alla scadenza dei 24 mesi dalla data di attivazione. Discorso leggermente diverso per alcuni dispositivi acquistati su Amazon. In questo caso sono 30 i mesi di garanzia, per i prodotti con il simbolo “Garanzia OPPO – 24+6 – Esclusiva Amazon” venduti e spediti da Amazon.it.

I casi da Mediaworld

Ma questo non accade solo online. Diversi utenti hanno riferito di aver scoperto un’incongruenza anche nei loro acquisti effettuati dalla catena di elettronica di Mediaworld. Un utente ha acquistato un tablet Lenovo (nuovo) con garanzia risultata poi attivata 8 mesi prima. L’assistenza della compagnia ha riferito che il tablet era davvero nuovo e che la garanzia sarebbe partita comunque dal momento dell’acquisto. Tuttavia l’utente ha preferito affidarsi all’assistenza Lenovo, che una volta ricevuto la prova d’acquisto, in pochi giorni ha aggiornato la data con quella della fattura.

Diverso quanto accaduto a Giovanni (nome di fantasia). A fine 2022 ha ha acquistato un OPPO Find X2 Neo da Mediaworld. La confezione non era sigillata, ma è stato riferito che il prodotto era stato aperto appositamente per l’utente prima della vendita. Tuttavia il telefono non riportava la pellicola pre-applicata da OPPO, inoltre la garanzia partiva dal novembre del 2022, un mese precedente all’effettivo acquisto.

Cosa può essere successo

Ma perché questo accade? Possono essere diverse le ragioni. La prima ipotesi è la più grave e può gravare sul venditore terzo. Il dispositivo può essere stato immesso sul mercato come un reso non aperto, oppure come un telefono ricondizionato o ancora usato.

Un’altra ipotesi la spiega invece il sito marocchino di Lenovo. In alcune circostanze la durata e le date della garanzia di un prodotto potrebbero apparire errate o non corrispondenti. In genere può succedere quando un prodotto viene acquistato da un rivenditore, un partner commerciale o un altro punto vendita. In questo caso interviene la “garanzia di base”. Essa prende il via non quando l’acquista il cliente, ma quando il prodotto viene acquistato da un partner. In genere per bilanciare il tempo in cui il device è rimasto invenduto in un magazzino o in negozio, il produttore aggiunge tanti mesi extra oltre alla data di effettiva vendita, oppure può modificare la data di inizio della garanzia. Ad ogni modo, quando viene acquistato dal consumatore finale, è in questo caso che si attiva la garanzia del consumatore che tutti conosciamo.

La terza ipotesi è quanto spiegato dal venditore nell’esempio del Reno6 Pro 5G. Il telefono non è più brandizzato e proviene da un operatore di un altro Paese (in questi casi dalla Francia). Dunque c’è stato un acquisto che ne ha fatto partire l’attivazione, ma la garanzia di conformità parte comunque dalla data di acquisto dell’utente finale, o comunque dalla data della sua consegna.

Serve più trasparenza

Il problema descritto dunque può sorgere per negligenza del venditore terzo, della compagnia di elettronica o di venditori poco onesti che vendono telefoni resi o usati come nuovi. In alcuni casi dunque, l’attivazione della garanzia può avvenire al momento dell’acquisto iniziale da parte del rivenditore, anziché quando il consumatore finale acquista il prodotto. Questo può portare a confusione riguardo alla durata e alla validità della garanzia, benché per legge i 24 mesi sono assicurati dalla data riportata sulla prova di acquisto. In particolare può essere un problema per chi perde scontrino o fattura, in quanto i produttori tendono a fare fede alla data di attivazione.

Cosa fare in caso di acquisti con data di garanzia differente

Il consiglio è di fare attenzione quando si acquistano dispositivi. Sebbene non tutti i venditori possano avere intenzioni scorrette, è sempre una buona idea verificare tutte le informazioni possibili sul prodotto che si intende acquistare. Questo include, ad esempio, verificare lo stato della garanzia, chiedere informazioni sulla provenienza del dispositivo e, se possibile, chiedere al venditore di fornire prove documentate che il prodotto è nuovo. Inoltre, è fondamentale controllare e capire bene la politica di restituzione del venditore o della piattaforma di vendita, nel caso si incontrino problemi simili. In ogni caso è sempre bene verificare l’IMEI dal sito del produttore, oppure da servizi gratuiti come IMEI.info.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.