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Il 26% delle aziende UE assumerebbe ChatGPT


Un nuovo studio mostra come l’intelligenza artificiale prenderà il posto dei lavoratori, soprattutto nel settore tecnologico. Secondo una ricerca di Sortlist Data Hub, il 26% delle aziende europee di software e tecnologia ha in programma di tagliare posti di lavoro a causa di ChatGPT. Anche se solo il 23% dei lavoratori del settore tecnologico ritiene che l’IA possa rappresentare una minaccia, il 50% delle aziende di marketing e PR sta considerando l’utilizzo di ChatGPT per sostituire queste figure professionali. Tuttavia, solo il 25% dei lavoratori del marketing e della PR è preoccupato per il proprio lavoro.

Il sondaggio di Sortlist

Secondo il sondaggio di Sortlist, la maggior parte delle aziende europee desidera utilizzare ChatGPT come copywriter di marketing, mentre solo il 36% dei lavoratori vede l’utilizzo del chatbot in questo campo. Inoltre, il 30% dei dipendenti e delle aziende afferma che l’utilizzo di ChatGPT porterà a un aumento della produttività dal 25% al 50%. Nel marketing e nella PR, il 41% delle aziende prevede di raddoppiare la produttività con l’utilizzo di ChatGPT. I millennials sembrano essere i più preoccupati del fatto che l’Intelligenza Artificiale di OpenAI possa prendere il posto dei loro lavori, in particolare i lavoratori del settore tecnologico, che temono la sostituzione dei loro ruoli di scrittura. Tuttavia, si ritiene che ChatGPT possa essere utilizzato principalmente per rispondere alle domande dei clienti (50%) e per raggiungere i potenziali clienti (38%), piuttosto che per la codifica.

Secondo il sondaggio di Sortlist, il 32% delle aziende di software e tecnologia sarebbe disposto a pagare più di 250 euro al mese per ChatGPT Professional (da poco è stata presentata la versione Plus), mentre solo il 19% delle aziende del settore finanziario sarebbe disposto a spendere di più. Infine, sebbene la maggior parte degli employer non pensi che l’applicazione di un watermark sul contenuto generato da ChatGPT possa fare la differenza nell’utilizzo del chatbot, coloro che credono che possa farla, sono preoccupati che questo possa creare una percezione di scarsa affidabilità nella relazione con i clienti.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.