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Ecco perché non dovresti installare software per bloccare la pubblicità

Sui vari gruppi su Facebook in cui viene richiesto supporto in ambito informatico, sovente vi sono richieste di aiuto per il blocco delle pubblicità di app e siti Web. Puntualmente vengono consigliati software o app che inibiscono l’apertura di banner e pubblicità che, effettivamente, alla lunga possono risultare fastidiose. Ma la realtà è che si fa un danno alla realtà con i banner pubblicitari inibiti.

Immagina di voler aprire un sito, o un’app gratuita e che gli unici proventi, arrivino esclusivamente da questi banner pubblicitari, al fine di mantenere gratuito il servizio e pagare le spese concrete. Con questi software utili ad inibire la visualizzazione dei banner, vengono limitati i già esigui guadagni. Certo, ci sono ulteriori software che limitano il blocco di altri software, ma è una guerra e una spesa di risorse grottesca.

Ma come guadagnano gli sviluppatori di software che inibiscono le pubblicità, mantenendo le soluzioni gratuite? Alcune di queste software house tengono vivo il progetto attraverso le donazioni. Altre rendono disponibili i propri prodotti a prezzi irrisori e per più dispositivi. Anche se sarebbe interessante capire le motivazioni di chi è incentivato a spendere del proprio denaro pur di non visualizzare banner gratuitamente.

Un altro modo con cui queste società vivono, è chiedendo una fee alle “grandi realtà”, al fine di inserire una serie di pubblicità nella “White List” e non inibirla. Una pratica che costringe all’azienda a pagare la pubblicità, a pagare chi gestisce la pubblicità e pagare chi questa pubblicità gliela blocca. La logica potrebbe essere meglio compresa se usassimo come esempio una persona che acquista una macchina, pagasse il bollo e assicurazione, ma dovesse pagare qualcuno che gli blocca le ruote, perché il pedone vuole attraversare la strada senza guardare.

In genere i banner più noiosi (e meno sicuri) sono quelli provenienti da siti Web di dubbia legalità, che forniscono contenuti in streaming violando le leggi sul diritto d’autore. Alcuni browser, come Chrome e Firefox, integrano degli strumenti per inibire alcune pubblicità invasive, fastidiose e che sarebbe meglio bloccare, ma… il problema si risolverebbe a monte evitando di collegarsi a questi siti Web. Sia per motivi di legalità e soprattutto sicurezza.

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Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.
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