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Come disinfettare lo smartphone

Come pulire lo smartphone

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In tempi non sospetti (parliamo del lontano 2014) riviste che trattano temi scientifici come Focus, hanno illustrato come lo smartphone sia una calamita per germi e batteri. In genere tendiamo ad entrare in contatto e toccare il dispositivo circa 150 volte al giorno. Sempre secondo quanto rivelato dalla rivista, questi oggetti tendono ad essere dimora dell’80% dei più comuni batteri umani. Viene lecito quindi domandarsi come pulire lo smartphone.

Da quando la pandemia di Covid-19 ha cominciato a proliferare e diffondersi per il mondo, molti si sono posti la domanda se anche lo smartphone e i telefoni fossero veicoli di contagio. I pareri sono contrastanti; c’è chi in via teorica dice che potrebbero esserlo, ma altri che suggeriscono di porre maggiore attenzione alle maniglie delle porte, etc. Per completezza d’informazione, va detto che alcuni ceppi influenzali possono resistere sullo schermo dalle 2 alle 8 ore (fonte: Focus) mentre uno strafilococco fino a 8 giorni. Attenzione dunque a chi si presta il proprio device, anche temporaneamente. Alla luce di tutto questo, è dunque è necessario disinfettare il telefono? La risposta è: dipende. Sicuramente sarà necessario pulirlo qualora entraste in contatto con persone affette da Covid-19. Pulirlo e disinfettarlo in modo ossessivo non ha senso, certo non è un male, ma bisogna farlo con criterio.

Come pulire lo smartphone

La soluzione migliore è utilizzare panni in microfibra, come ad esempio i pannetti per la pulizia delle lenti degli occhiali. Bisogna evitare asciugamani, oppure sfregare con troppa forza, con il rischio di danneggiare o graffiare il prodotto. Tuttavia è possibile anche utilizzare salviettine disinfettanti, come Apple rende noto sulle pagine del suo sito. Secondo il produttore statunitense, è possibile usare salviette imbevute di alcol isopropilico al 70% o salviette disinfettanti di marca Clorox. Bisogna evitare di utilizzare questo trattamento sulle superfici o i tessuti in pelle, ed evitare assolutamente la candeggina, il detersivo e qualsivoglia spray infiammabile e che l’umidità possa penetrare nelle aperture.

Secondo Samsung invece, per pulire lo smartphone è possibile inumidire l’angolo del panno con una piccola quantità di acqua distillata o disinfettante (come acido ipocloroso o prodotti a base di alcol). Prima di procedere a qualsiasi tipo di pulizia, è bene togliere accessori quali cover e custodie (ed eventualmente pulirle a parte) e cavo di alimentazione. Dopo aver effettuato la pulizia, meglio lasciar “riposare” il telefono per cinque minuti, questo secondo Huawei.

Ogni produttore indica un modo diverso per pulire il proprio smartphone, ma le indicazioni sono più o meno le stesse per tutti. Si può però farne un utilizzo più corretto: evitarne l’utilizzo in ospedali, non prestare il proprio telefono a troppe persone, e pulirlo senza esserne ossessionati, ma quando viene a contatto con superfici esterne alle propria mure domestiche, come il tavolino di un bar, quando lo si utilizza dopo aver preso i mezzi di trasporto, etc. Lo stesso vale ovviamente per le eventuali cover.

Foto: Mano foto creata da tirachardz – it.freepik.com

I batteri più presenti

Sono diversi i batteri più presenti sui dispositivi. Per questo motivo sarebbe bene evitare di condividere i telefoni o di utilizzarli in ospedale. Il più aggressivo è lo Pseudomonas aeruginosa, ed è anche quello più presente sui telefoni. Non ha bisogno di molte risorse nutritive, caratteristica che gli consente di sopravvivere su molte superfici, dai dispositivi ospedalieri ai lavandini fino appunto ai cellulari. La sua forza è quella di resistere anche agli antibiotici, per tale motivo si è soliti consigliare un uso limitato dello smartphone in ospedale.

Un altro batterio molto presente sui dispositivi mobili è il Clostridium difficile. Difficilmente si debella con una semplice passata di panno. Provoca perlopiù dissenteria e irritazione al colon a chi ha difese immunitarie basse. Focus riporta inoltre la presenza dello Staphylococcus aureus. I ceppi di questo batterio sono di solito presenti sulla cute e portano in genere ad infezioni. Secondo uno studio del 2009, è stato identificato sul 52% dei telefoni maneggiati dal personale sanitario. Oltre a questi, potrebbero essere presenti anche Escherichia Coli, un batterio fecale che potrebbe essere una spia d’allarme della presenza di contaminanti peggiori.

Ad ogni modo, nonostante la presenza potenziale di questi patogeni, non bisogna lasciarsi prendere dal panico. Basta effettuare la pulizia come consigliato dal brand del proprio telefono e seguire le indicazioni di cui prima. Utilizziamo telefoni da ormai più di una decade e in tempi di pandemia abbiamo imparato una cosa: bisogna lavare le mani spesso oppure disinfettarle con i gel appositi. Quindi, prima e dopo aver pulito lo smartphone, è bene disinfettarsi anche le mani.

L’arrivo di sterilizzatori e igienizzanti su Amazon

La pandemia ha fatto sì che molte aziende si attivassero per la creazione di accessori che non sapevamo di avere bisogno, come igienizzanti e sterilizzatori di smartphone. Su Amazon la varietà di prodotti è di rilievo, ma è difficile avere prove oggettive del loro effettivo funzionamento. Questi prodotti utilizzano la luce UV-C generata da LED che emanano appunto luce ultravioletta per pulire lo smartphone. Alcuni brand utilizzano sistemi simili anche per i propri auricolari (la cui guida per pulirli, la trovate qui)

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Roberto Cosentino
Giornalista pubblicista, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Dopo le esperienze da NotebookItalia, PacoDigit e PC Professionale, ecco a voi Smartphonology.