Riassunto aggiornato
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l'istruttoria nei confronti di TikTok, comminando alla piattaforma una sanzione di 10 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette (Google). Il provvedimento era stato avviato a causa della diffusione di video legati alla sfida autolesionistica denominata "cicatrice francese", evidenziando la mancanza di sistemi di vigilanza adeguati e la mancata applicazione delle linee guida sulla rimozione di contenuti pericolosi per i minori. L'Autorità ha contestato l'uso di algoritmi di intelligenza artificiale che, attraverso una personalizzazione eccessiva, condizionano indebitamente gli utenti favorendo la permanenza sul social. Durante le indagini, il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza aveva già effettuato un'ispezione nella sede italiana della società per verificare le procedure di moderazione. Questa sanzione si inserisce in un contesto di crescenti restrizioni internazionali e preoccupazioni per la sicurezza legate all'applicazione di proprietà cinese. La decisione dell'AGCM sottolinea la responsabilità dei social media nel monitorare contenuti che possono minacciare la salute psicofisica degli utenti più vulnerabili.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comunicato in mattinata di aver avviato un’istruttoria nei confronti di TikTok. Il procedimento arriva in seguito alla presenza di contenuti video che ritraggono ragazzi impegnati in comportamenti autolesionistici, in particolare la sfida virale chiamata “cicatrice francese”.
Cos’è la challenge TikTok chiamata “cicatrice francese”
La cicatrice francese consiste l’auto inflizione di forti pizzicotti sul viso, fino a che non rimane il segno. L’istruttoria è avvenuta in quanto secondo AGCOM mancano adeguati sistemi per vigilare sui contenuti pubblicati. Inoltre non verrebbero applicate le Linee Guida dalle società proprietarie della piattaforma social, che contemplano la rimozione di contenuti pericolosi o che istigano al suicidio, autolesionismo e alimentazione scorretta. In particolare mancherebbe una tutela efficace sui minori, più attivi su TikTok, brand in più rapida crescita.

L’Autorità avrebbe inoltre denunciato “lo sfruttamento di tecniche di intelligenza artificiale suscettibili di provocare un indebito condizionamento dell’utenza. Il riferimento è, in particolare, all’algoritmo sotteso al funzionamento della piattaforma che, adoperando i dati degli utenti, personalizza la visualizzazione della pubblicità e ripropone contenuti simili a quelli già visualizzati e con cui si è interagito attraverso la funzione like“. A seguito di ciò, è stata svolta un’ispezione nella sede italiana di TikTok, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Al momento nessun commento è stato rilasciato dalla società.
Non è la prima volta che la piattaforma cinese è al centro di polemiche e sotto la lente di ingrandimento dei vari enti. Inoltre, in queste ultime settimane, gli Stati Uniti stanno pensando di bannare l’app, il cui utilizzo è già stato inibito dalle autorità europee ai propri dipendenti.





























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