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AstraZeneca: l’AI per un anticorpo contro il cancro


AstraZeneca ha firmato un accordo con l’azienda statunitense Absci Corporation del valore di 247 milioni di dollari. L’obiettivo è progettare un anticorpo in grado di combattere il cancro attraverso l’impiego dell’Intelligenza Artificiale per la scoperta di farmaci.

L’accordo e la collaborazione

La collaborazione vedrà la tecnologia AI di Absci per l’analisi proteica sul larga scala, al fine di individuare una terapia oncologica praticabile, compatibilmente con uno degli obiettivi principali del produttore anglo-svedese, AstraZeneca. Questo è solo l’ultimo dei tanti accordi raggiunti tra le grandi aziende farmaceutiche e start-up e aziende di IA. Il fondatore e CEO di Absci, Sean McClain, ha riferito che l’applicazione dei principi ingegneristici alla scoperta di farmaci, ha migliorato il potenziale di successo e una riduzione del tempo impiegato nello sviluppo.

L’accordo prevede una commissione anticipata per l’azienda informatica, oltre a finanziamenti per la ricerca e altri emolumenti, senza contare le royalties sulle vendite dei prodotti sviluppati. Il software di Absci genera dati proprietari attraverso l’analisi di milioni di interazioni tra proteine. Dopodiché li utilizza per addestrare il proprio modello di Intelligenza Artificiale generativa e progetta e convalida anticorpi vitali, proteine che prendono di mira le sostanze estranee al corpo. Non è ancora dato modo di sapere quale tipo di cancro le due aziende cercheranno di colpire. Lo scopo di AstraZeneca è di sostituire la chemioterapia tradizionale con nuovi farmaci mirati. Puja Sapra, di AstraZeneca, considera la collaborazione con Absci un’opportunità entusiasmante per applicare l’intelligenza artificiale nella creazione di anticorpi. Sottolinea che l’AI non solo aumenta il successo e la velocità nel processo di scoperta di prodotti biologici, ma migliora anche la diversità di quelli scoperti.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.