Apple accusata anche di censura?


Sono passati pochi giorni da quando Apple è stata accusata dal Dipartimento di Giustizia americano, di violare le leggi antitrust. Una decisione tardiva, che anticipa di qualche giorno una clamorosa affermazione di Jon Stewart, un comico e conduttore statunitense. Alla guida del The Daily Show, dal 1999 al 2015, Stewart ha poi collaborato con l’azienda fondata da Steve Jobs per Apple TV+. Il programma trasmesso dalla mela morsicata si chiamava “The Problem“. La collaborazione si interruppe nel 2023 per divergenze artistiche. Jon Stewart, tornato poi al The Daily Show lo scorso febbraio, ha recentemente ospitato nel programma di Comedy Central la presidente della FTC (Federal Trade Commission), Lina Khan.

La Federal Trade Commission (FTC) è un’agenzia indipendente del governo degli Stati Uniti. La sua missione principale è proteggere i consumatori e promuovere la concorrenza. Nel corso del colloquio, Stewart ha informato Khan che Apple non avrebbe consentito in passato ad un’intervista alla presidente. Un fatto grave, ma che trova in qualche modo conferma nella denuncia del Dipartimento di Giustizia degli USA, che ha citato in giudizio Apple per abuso di posizione dominante. Nello specifico, si legge nella denuncia al punto 138, che la condotta di Apple è pericolosa anche per la libertà di parola: “La condotta di Apple va oltre i semplici profitti di monopolio e influenza anche il flusso delle parole. Ad esempio, Apple sta rapidamente espandendo il suo ruolo di produttore televisivo e cinematografico e ha esercitato tale ruolo per controllare i contenuti“.

Nel caso della presidente Khan, stando a quanto affermato da Stewart, la casa di Cupertino avrebbe chiesto al conduttore di non ospitarla nel suo podcast, allora trasmesso su AppleTV+. “Hanno letteralmente detto ‘per favore, non parlare con lei’, non avendo nulla a che fare con quello che fai per vivere. Penso che semplicemente… non pensavo che gli importasse di te, ecco quello che è successo“, ha riferito il comico alla presidente della FTC, che continua: “Non ci avrebbero permesso di fare nemmeno quella cosa stupida che abbiamo appena fatto nel primo atto sull’intelligenza artificiale. Tipo, cos’è questa sensibilità? Perché hanno così paura anche solo di tenere queste conversazioni nella sfera pubblica?“.

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Giornalista pubblicista, SEO Specialist, fotografo. Da sempre appassionato di tecnologia, lavoro nell'editoria dal 2010, prima come fotografo e fotoreporter, infine come giornalista. Ho scritto per PC Professionale, SportEconomy e Corriere della Sera, oltre ovviamente a Smartphonology.